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Se Levico perde una Famiglia

La Cooperazione sta vivendo un momento di ripresa e rilancio, dopo anni difficili economicamente e psicologicamente. I conti sono tornati in ordine sia nel credito che nel consumo – i due pilastri strategici - grazie anche a iniziative rigorose (a volte dolorose) di snellimento e riduzione dei costi. Di questo va dato pieno merito ai responsabili di decisioni non facili, senza buonismi e populismi oggi tanto gettonati. Contemporaneamente le vicende politiche ed economiche del Trentino, del Paese e dell’Europa confermano quanto importante (e alternativa ad una disastrosa politica consumistica di mercato, che esalta la concorrenza, ma conduce ai monopoli e a un lavoro sottopagato) sia la Cooperazione, che “deve” stare sul mercato, ma al tempo stesso salva il patrimonio e il lavoro delle generazioni, senza umiliarlo ad affare di “comperati e venduti”. In questa prospettiva l’annunciata chiusura della “Famiglia Cooperativa” di Levico (centro) , dopo il riordino e la razionalizzazione del “Coop” di via Casotte (sulla circonvallazione, in concorrenza diretta con il vicino Poli) non può che lasciare perplessi, ed anche stupiti , perché il supernegozio è cosa ben diversa dalla “Famiglia” di via Regia, sulla piazza della chiesa, nel centro di una città termale che ha potenzialità molto forti, pur trovandosi ancora alla ricerca di una propria identità.

Parole chiave: Territorio (19267)

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