CircuSpring, che energia!

È stata un successo la quinta edizione del CircuSpring, eppure rischia di chiudere. Come ogni primavera è spuntato in via Fermi, accanto agli alpini, un colorato tendone da circo che dal 9 al 19 maggio ha ospitato il Festival di teatro alternativo, un circo contemporaneo senza animali costruito unicamente sull'abilità dei circensi, acrobati, musicisti e attori. Dieci giorni di spettacoli e concerti (quasi tutti sold out, nonostante il clima altalenante) capaci di coinvolgere e divertire persone di tutte le età in un clima accogliente e familiare, dove accanto alle performance trovano posto anche laboratori e un servizio di ristorazione bio completamente senza plastica.

Nonostante il pubblico sempre più ampio e affezionato, nonostante l'energia degli artisti delle più importanti compagnie di circo contemporaneo italiano e, soprattutto, nonostante l'impegno e la passione delle realtà locali che organizzano il Festival – la compagnia Samovar e la Scuola di Circo Bolla di Sapone di Trento, supportati dalla circoscrizione Oltrefersina e da tantissimi volontari – il futuro del CircuSpring è molto incerto.

Il problema è la troppa burocrazia, un insieme di regole e permessi che complicano sempre di più l'organizzazione, tanto che ogni anno gli organizzatori si ritrovano a non sapere fino all'ultimo se avranno i permessi per aprire il festival. “Nonostante le richieste di permessi e la burocrazia vengano presentate a inizio anno, ogni volta a ridosso del festival emergono problematiche amministrative sempre diverse che ne compromettono la effettiva realizzazione”, spiegano gli organizzatori in una petizine lanciata sulla piattaforma change.org (“Salviamo CircuSpring 2020). Negli anni passati si era riusciti a trovare un accordo con le amministrazioni navigando in un grigio amministrativo, attraverso permessi in deroga che, però, sembra non sarà più possibile concedere.

“Non è servito neanche il tentativo di mettere in contatto le nostre amministrazioni con quelle di altre regioni italiane, dove le compagnie lavorano e dove, a parità di norma, non trovano questo genere di complicazioni.Siamo giunti quindi al bisogno di chiedere un aiuto concreto. Chiediamo – si legge nella petizione – un affiancamento dell’amministrazione comunale e di quella provinciale per affrontare in modo adeguato e completo la burocrazia necessaria per organizzare il festival”. Una richiesta che ha già raccolto il sostegno di oltre 900 firme, a dimostrazione del fatto che sono in tanti ad avere a cuore la voce preziosa e libera di una realtà che può arricchire ancora a lungo il panorama culturale trentino.

vitaTrentina

Lascia una recensione

avatar
  Subscribe  
Notificami
vitaTrentina

I nostri eventi

vitaTrentina