Visti per voi

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Oltre 6 milioni di spettatori hanno garantito il successo della fiction Il nome della rosa prodotta da Palomar, Raifiction e TeleMunchen con la regia di G. Battiato. La fiction si attiene alla felice intuizione di Umberto Eco di attribuire al racconto una struttura dialogica.

Laura è un’insegnante di lettere e ha appena chiuso ufficialmente una relazione che languiva da mesi. Andrea, chirurgo di successo e vedovo da anni, è il padre di uno dei suoi studenti. Spinti dalla reciproca simpatia e dalla sorella di Laura, collega di Andrea, i due escono per un appuntamento. La serata sembra andare bene, ma il mattino seguente si svela sotto una luce diversa. Mentre Andrea confessa ad un collega che spera di rivedere presto Laura, la donna lo accusa di violenza sessuale.

Web, social network e servizi di messaggistica istantanea hanno rivoluzionato il nostro modo di informarci, comunicare, metterci in contatto con gli altri.

Come per la televisione, il negativo non sta nel mezzo, ma nel modo in cui viene utilizzato. Ecco allora l'importanza di educare ed educarci ad un uso responsabile e consapevole di strumenti che la tecnologia ci avvicina sempre più, aprendoci orizzonti fino a ieri chiusi alle nostre possibilità.

Il confermato direttore artistico Claudio Baglioni lo aveva presentato alla vigilia come un viaggio nell'armonia. Nonostante le polemiche che lo hanno accompagnato, il 69° Festival della canzone italiana ha provato ad esserlo.

Lo schema vincente dello scorso anno, che aveva riportato al centro le canzoni, è stato riproposto, in un incontro riuscito, anche se a volte sovrabbondante, tra generazioni e mondi diversi, rivendicando il carattere nazionalpopolare di un festival che non contrappone e non appiattisce, ma invita a scoprirsi reciprocamente, ognuno con i suoi gusti e i suoi talenti.

Dopo l'insolito esordio estivo dello scorso luglio su RaiUno e l'inaspettato successo ottenuto, da domenica 3 febbraio è tornato in prima serata con gli episodi della seconda stagione The Good Doctor, ma su RaiDue, dopo una piccola ma significativa guerra tra palinsesti.

Protagonista è Shaun Murphy, giovane medico specializzando in chirurgia, affetto da autismo e sindrome del savant, una malattia che lo rende un uomo diverso e un medico quasi infallibile.

Non c'è studio, non c'è pubblico, non c'è nemmeno il famigerato pulsante: Apri e vinci è un quiz a domicilio. Costantino della Gherardesca, impeccabilmente di nero vestito, girovaga per la penisola lanciando domande di cultura generale. Suona poi ad un campanello, proponendo a chi risponde al citofono una domanda che vale cinquanta euro. Se la risposta è corretta, varca la soglia, sale le scale e il game show prosegue nell'appartamento.

Ogni puntata vede protagoniste due famiglie, alle prese con una serie di nove domande.

Sta riscuotendo un buon successo di pubblico la nuova serie tv proposta il lunedì in prima serata da RaiUno, La compagnia del cigno. Scritta e diretta da Ivan Cotroneo e interpretata da un cast che affianca attori navigati a promettenti esordienti, racconta le vite di sette ragazzi dai 15 ai 18 anni, che frequentano il conservatorio Giuseppe Verdi di Milano. Non si può certo dire che i temi affrontati dalla fiction siano originali. La particolarità sta nel modo di raccontarli, che trova nella musica un elemento essenziale.

È partita ormai da tempo la sfida di RaiTre di innovare la proposta dello spazio preserale. Da lunedì 7 gennaio è in onda, dal lunedì al venerdì alle 20.25, Nuovi eroi, programma prodotto da Stand by Me, società di produzione televisiva, che firma diversi format per il piccolo schermo. Trenta le storie in programma, che ogni sera ci fanno conoscere i cittadini insigniti dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con l'Ordine al Merito della Repubblica Italiana.