Visti per voi

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È tornato settembre e i palinsesti televisivi si rivestono d’autunno, tra novità da scoprire e stagioni inedite di serie collaudate.

In attesa di vedere cosa ci proporrà la tv nei prossimi mesi, su RaiUno la prima serata del giovedì è affidata a Un passo dal cielo, che con la quinta stagione si avvicina al traguardo del suo primo decennio di vita.

Girata sulle rive dell’incantevole lago di Braies e in altre suggestive location dell'Alto Adige, la serie della LuxVide è sopravvissuta all’abbandono, alla fine della terza stagione, del suo protagonista principale, Terence Hill.

Ci sono serie televisive che non ci si stanca mai di rivedere, in cui la sceneggiatura, l'interpretazione e il ritmo s'intrecciano in un equilibrio che cattura lo spettatore facendogli diventare familiari i personaggi e trasportandolo per un po' in una realtà parallela.

The Good Wife è uno di questi piccoli capolavori. La serie, ideata da Robert e Michelle King, narra le vicende di Alicia Florrick, travolta dallo scandalo che ha coinvolto il marito Peter, procuratore costretto alle dimissioni e incarcerato per un'accusa di corruzione legata a vicende sessuali.

Sono tanti i giorni in cui è difficile non deprimersi accendendo la televisione. La soluzione più semplice sembrerebbe quella di spegnerla. Sicuramente quattro chiacchiere in famiglia o tra amici o un buon libro sono una più che valida alternativa al piccolo schermo. Che però sa offrire anche angoli di qualità. Basta saperlo accendere con criterio, utilizzando il telecomando per cercare quei programmi, e non sono pochi, capaci di arricchire o almeno di farci trascorrere un paio di ore di serenità, senza riempirci di negatività.

Questa è vita!, lo show proposto in prima serata il mercoledì alle 21.05 da TV2000, conferma questa regola.

Dopo aver esplorato le tante potenzialità della coprotagonista, interpretando il ruolo di spalla in molti programma televisivi, Geppi Cucciari si ritaglia uno spazio tutto suo su RaiTre, tornando alla conduzione in solitaria con Rai Pipol.

Ci sono personaggi che, anche lontani dal piccolo schermo, rimangono nell'immaginario come sue icone. Raffaella Carrà è sicuramente una di loro. Dal 4 aprile è tornata protagonista attiva con sei serate proposte il giovedì in prima serata da RaiTre.

A raccontare comincia tu propone un'intervista con un personaggio famoso, condotta con classe e il consueto brio dall'inossidabile caschetto biondo. La particolarità è che il protagonista riceve l'intervistatrice nella sua casa, aprendo a lei e al pubblico la parte più intima e meno conosciuta della sua vita, lontano dalle luci della ribalta.

Lo sapevate che il verificarsi di un terremoto in una certa area si può prevedere con ragionevole certezza molto di più del luogo dove cadrà un fulmine ed in misura spesso maggiore rispetto ad una banale scommessa.

Carissima suor Cristina,

si parla molto di te, in questi giorni. Si parla sui giornali, e anche nei conventi, della tua partecipazione a Ballando con le stelle, di questa “strana” scelta, tua e della tua Congregazione religiosa.

Oltre 6 milioni di spettatori hanno garantito il successo della fiction Il nome della rosa prodotta da Palomar, Raifiction e TeleMunchen con la regia di G. Battiato. La fiction si attiene alla felice intuizione di Umberto Eco di attribuire al racconto una struttura dialogica.

Laura è un’insegnante di lettere e ha appena chiuso ufficialmente una relazione che languiva da mesi. Andrea, chirurgo di successo e vedovo da anni, è il padre di uno dei suoi studenti. Spinti dalla reciproca simpatia e dalla sorella di Laura, collega di Andrea, i due escono per un appuntamento. La serata sembra andare bene, ma il mattino seguente si svela sotto una luce diversa. Mentre Andrea confessa ad un collega che spera di rivedere presto Laura, la donna lo accusa di violenza sessuale.

Web, social network e servizi di messaggistica istantanea hanno rivoluzionato il nostro modo di informarci, comunicare, metterci in contatto con gli altri.

Come per la televisione, il negativo non sta nel mezzo, ma nel modo in cui viene utilizzato. Ecco allora l'importanza di educare ed educarci ad un uso responsabile e consapevole di strumenti che la tecnologia ci avvicina sempre più, aprendoci orizzonti fino a ieri chiusi alle nostre possibilità.