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Atrofia muscolare, scoperta terapia non invasiva

Lo studio è del Cibio di Trento: consiste nel somministrare un composto per via intranasale che permette di raggiungere i neuroni malati e i tessuti periferici attraverso il sistema nervoso centrale.

Atrofia muscolare, scoperta terapia non invasiva

Per combattere l'atrofia muscolare spinale e bulbare, il Centro di biologia integrata (Cibio) dell'Università di Trento ha scoperto una terapia che consiste nel somministrare un composto per via intranasale che permette di raggiungere i neuroni malati e i tessuti periferici attraverso il sistema nervoso centrale.
"Il nostro studio - spiegano le ricercatrici del Cibio - identifica una molecola (peptide) che può essere assunta per via intranasale e che in questo modo passa direttamente nel sistema nervoso centrale raggiungendo così quei neuroni che controllano i movimenti del corpo e dello scheletro. Il risultato è che la proteina, una volta raggiunti i motoneuroni malati, rallenta il progredire della malattia mitigandone le conseguenze".
L'atrofia muscolare spinale e bulbare, nota anche come malattia di Kennedy, è una malattia neurodegenerativa dalle conseguenze pesanti. Comporta la perdita dei motoneuroni che partono dal midollo spinale e che controllano il movimento del corpo e il movimento della muscolatura scheletrica.

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