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Il governo decide, la Pat si adegua. Aumentano i casi “trentini”

Coronavirus, scuole e università chiuse in tutt'Italia

Scuole e università chiuse in tutt'Italia fino al 15 marzo per contrastare e rallentare l'epidemia di coronavirus. Lo ha stabilito il governo nazionale mercoledì 4 sera. Scuole chiuse anche in Trentino, dove a Cles è stato riscontrato un nuovo caso di Covid-19.

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Il bollettino della Covid-19 si aggiorna di ora in ora. Riunione sospesa in Consiglio provinciale, poi l'annuncio del Presidente Fugatti: a casa fino al 15 marzo

Trento - Coronavirus: il presidente della Giunta provinciale Maurizio Fugatti annuncia la chiusura delle scuole in Trentino fino al 15 marzo. - 03/0...

Trento - Coronavirus: il presidente della Giunta provinciale Maurizio Fugatti annuncia la chiusura delle scuole in Trentino fino al 15 marzo. - 03/03/2020 -

Scuole e università chiuse in tutt'Italia fino al 15 marzo. Lo ha stabilito il governo nazionale e lo ha reso noto mercoledì 4 sera il Presidente Giuseppe Conte, motivando il provvedimento con la volontà di contenere e rallentare il progredire della diffusione del coronavirus SARS-CoV-2 e con la necessità di non sovraccaricare le strutture del Servizio sanitario nazionale. Il governo risponde con questa ulteriore misura a quella che l'Organizzazione mondiale della sanità ha definito una malattia “più grave dell'influenza stagionale”, con una mortalità del 3,4 per cento, oltre 93 mila contagiati e 3.198 morti a livello globale.

Poco dopo le 18 i lavori del Consiglio provinciale sono stati sospesi per consentire una riunione straordinaria della Giunta provinciale, al termine della quale – stante quanto sancito dal decreto governativo che ha stabilito la sospensione dell'attività di scuole e università in tutt'Italia – è stato annunciato che anche le scuole trentine e l'Università di Trento resteranno chiuse fino al 15 marzo. A comunicarlo il Presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, con tutta la giunta, il Commmissario del Governo, Sandro Lombardi e il direttore dell'Apps, Paolo Bordon. Nelle scuole trentine gli studenti avevano fatto ritorno lunedì 2 marzo, dopo una settimana di sospensione delle lezioni.

In Trentino è salito a sei il numero delle persone contagiate dal coronavirus. Il bollettino della Covid-19, la malattia respiratoria causata dal nuovo virus, si aggiorna di ora in ora. E' stato lo stesso presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti, a correggere in Aula i dati sulla presenza del coronavirus comunicati solo il giorno prima al Consiglio provinciale. I casi di positività sono infatti saliti da 4 a 6 tra martedì 3 e mercoledì 4 marzo.

L'ultimo caso, reso noto nel pomeriggio di mercoledì, riguarda un cittadino trentino di 41 anni, entrato il primo marzo al Pronto soccorso di Cles, che al momento del ricovero risultava affetto da una polmonite batterica (e non da polmonite interstiziale, circostanza che avrebbe fatto scattare il protocollo per il coronavirus con l'effettuazione del tampone). L'evolversi del quadro clinico ha poi portato ad accertare il contagio e il paziente è stato posto in isolamento. Le sue condizioni sono discrete.

Gli altri cinque casi riguardano quattro donne e un uomo, tutti anziani, che dal 21 al 23 febbraio hanno partecipato a un pellegrinaggio ad Assisi in pullman. Una circostanza che aveva indotto Fugatti a definire il caso “definito e circoscritto” parlando mercoledì pomeriggio nell'Aula del Consiglio provinciale, dove era chiamato a riferire sulla situazione dell'emergenza coronavirus in Trentino. Fino a martedì tutti i casi posti sotto osservazione dall'Azienda provinciale per i servizi sanitari erano circoscritti ai partecipanti a quel pellegrinaggio ad Assisi, come rimarcato da Fugatti. Il nuovo caso riscontrato a Cles cambia ora il quadro dell'evolversi del contagio in Trentino. E sembrerebbe smentire l'affermazione del Presidente della Provincia che il virus sarebbe mappato presumibilmente “nell’interezza della sua diffusione in provincia”.

Nell'Aula del Consiglio provinciale Fugatti, il cui atteso intervento era previsto alle 15, per iniziare poi alle 17.15, aveva spiegato che di quella comitiva di 42 pellegrini diretti in pullman ad Assisi faceva parte anche la donna ultraottantenne che nei giorni scorsi si era presentata al pronto soccorso dell'ospedale S. Chiara di Trento con i sintomi di quella che era poi stata diagnosticata come polmonite interstiziale, ed era poi risultata positiva al coronavirus. E aveva dato conto di tutti i passaggi che, a partire dalle frequentazioni di quella signora, hanno consentito alle autorità sanitarie di risalire al cosiddetto “paziente indice”: un anziano frate, non trentino, che aveva accompagnato la comitiva di pellegrini e che, nelle settimane precedenti aveva viaggiato molto nel Nord Italia. Sotto osservazione erano poi finiti parenti e familiari dei pellegrini risultati positivi, tra i quali cinque nipoti, asintomatici, studenti in altrettanti istituti della provincia: l'ITT Marconi di Rovereto e, a Trento, la scuola primaria Sacra Famiglia, l'Istituto Salesiano Maria Ausiliatrice (media), la primaria De Gaspari dell'Istituto comprensivo Trento 3 e il liceo scientifico Galilei. Per questo si era decisa la sospensione delle lezioni in questi cinque istituti fino a lunedì 9 marzo. Ora invece tutti a casa fino al 15 marzo.

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