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Punto nascite, la Provincia vuole salvare Cavalese

Piazza Dante chiederà al Ministero di abbassare gli standard richiesti per salvare i punti nascita di periferia, attivando un modello basato sulla reperibilità dei pediatri, puntando su 4 professionisti anziché 6. 

Punto nascite, la Provincia vuole salvare Cavalese

Sanità. La Provincia di Trento chiederà al Ministero di abbassare gli standard richiesti per salvare i punti nascita di periferia e tenere in vita, dunque, anche il presidio di Cavalese. Per farlo, tenterà di costruire un fronte comune con altre regioni italiane che abbiano ospedali di periferia. E’ l’esito dell’incontro ieri tra i sindaci delle valli di Fiemme e Fassa e l’assessore alla salute Zeni, il presidente della Provincia Rossi e il direttore dell’Azienda sanitaria Bordon.

Il punto nascita di Cavalese, a cui il Ministero ha già concesso una deroga rispetto ai 500 parti all’anno, rischia la chiusura a causa della mancanza di pediatri disposti a garantirne l’apertura 24 ore su 24. Ne servirebbero sei stabili.

Piazza Dante chiederà a Roma di poter attivare un modello basato sulla reperibilità dei medici pediatri, puntando dunque su 4 professionisti anziché 6. 

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