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Rsa, Upipa: "No alla centralizzazione"

Dura la reazione di Upipa all'ipotesi lanciata dall'assessore Zeni di creare un'unica azienda provinciale delle case di riposo. Broggi: "Minore qualità dei servizi e perdita di legami col territorio"

Rsa, Upipa: "No alla centralizzazione"

Sanità. La centralizzazione delle rsa e delle case di riposo porterebbe ad una minore qualità nei servizi per le persone assistite e ad una perdita dei legami con il territorio. Dura la presa di posizione dell’Upipa, l’Unione provinciale delle istituzioni per l’assistenza, all’ipotesi, lanciata dall’assessore alla salute Luca Zeni, di creare un’unica azienda per i servizi di assistenza, che riunisca le 41 case di riposo pubbliche ad oggi presenti in Trentino.

Sono 4300 i posti letto disponibili nelle rsa, compresi quelli delle rsa private, strutture che non rientrano nella proposta dell’assessorato.

“Non accettiamo un’imposizione calata dall’alto, senza alcune concertazione” ha spiegato ai nostri microfoni il presidente di Upipa Moreno Broggi.

 

Una richiesta di incontro sulla revisione dell’ordinamento delle Apsp e sulle politiche

sociali e sanitarie è stata avanzata oggi all’assessore Zeni anche dai rappresentanti sindacali di  Cgil, Cisl e Uil. Tra gli aspetti messi in evidenza : la necessità di prevedere forme di salvaguardia dell’occupazione ed una valorizzazione del personale e  una progressiva omogeneizzazione dei meccanismi di compartecipazione alla spesa per ridurre il carico che oggi grava sulle famiglie in condizioni economiche più disagiate.

I sindacati chiedono inoltre un confronto sui possibili nuovi modelli di accesso agli interventi assistenziali e sociosanitari gestiti dal sistema pubblico in concorso con i soggetti del privato sociale (voucher in particolare).

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