Grande guerra, la memoria ritrovata

C'è voluto più di un secolo ma alla fine i familiari sono riusciti a trovare le tombe dove sono stati sepolti Lenzi e Trentin. Le loro storie

Elia Lenzi e Filippo Trentin non sono più soldati dispersi in guerra. C'è voluto un secolo ma alla fine i loro familiari sono riusciti a trovare le tombe dove sono stati sepolti. Parliamo di due soldati dell’impero austroungarico caduti in Guerra, durante il primo conflitto mondiale, ma di cui si erano perse le tracce.

Elia Lenzi era di Samone, Filippo Trentin di Telve di Sopra: il primo riposa nel cimitero centrale di Vienna, il secondo presso il sacrario Pian dei Salesei, a Livinallongo nel bellunese. Elia è il prozio di Enrico Lenzi, ex sindaco di Samone. “Di lui, in famiglia, sapevamo davvero poco. Figlio primogenito di Martino ed Anna Carraro, faceva parte della 1° compagnia del 2° reggimento Tiroler Kaiserjager. Sapevamo solo che era caduto in Galizia”.

I suoi genitori nel 1916 andarono profughi ad Offagna, paese dell’anconetano, dove il padre Martino morì l'8 febbraio del 1918. Di Elia si persero le tracce fino a quando, nel 2004, a Spera venne presentato il libro "Gospodi Pamilo" Aiutaci o Signore, diario vivente di Pietro Carraro "Ava".

In un brano del libro, letto da Mario Costa, si racconta del ferimento in Galizia e si narra della successiva morte di Elia Lenzi di Samone. Ma la svolta, nelle ricerche, arriva dieci anni dopo quando Enrico Lenzi incontra lo storico e ricercatore Stefano Delucca. Gli racconta della storia del prozio e subito partono le ricerche. “In poco tempo, consultando i libri dei caduti e recuperando notizie preziose, riusciamo a trovare i suoi resti”.

Elia era stato ferito il 28 agosto del 1914 alla testa da un colpo di arma da fuoco vicino a Leopoli. Portato all’ospedale generale di Vienna, nel distretto 9, era morto il 10 settembre a soli 22 anni. Lo scorso anno, a settembre, Enrico e la moglie vanno al cimitero centrale di Vienna con l’obiettivo di trovare il luogo di sepoltura. “Non è stato facile. Parliamo di una struttura con un’estensione di 2,5 chilometri quadrati, il secondo più grande d’Europa. Ma 103 anni e 10 giorni dopo la morte riusciamo a ritrovare Elia. È stata la prima volta che qualcuno della famiglia ha potuto recitare una preghiera sulla sua tomba”.

Filippo Trentin è il nonno di Fiorina, la moglie di Pierantonio Dall’Oglio di Borgo. È stato lui a contattare Delucca e, insieme, hanno dato il via alle ricerche. “Classe 1871, era stato arruolato nell’8° compagnia del 4° reggimento cacciatori imperiali tirolesi. La famiglia sapeva solo che era caduto il 15 aprile del 1916, allo scoppio della grande mina, sul fronte italiano di Col di Lana. Poi più nulla. Per tantissimi anni – ci racconta Pierantonio – il suo ricordo era caduto nell’oblio fino a quando, grazie a Delucca, siamo riusciti a recuperare le sue tracce. Oggi riposa nel cimitero militare a Livinallongo, nel bellunese, nella tomba 46”.

Nei mesi scorsi i suoi familiari (Paolo, Elena, Renato, Pietro, Fiorina Trentin e lo stesso Dall’Oglio) gli hanno fatto visita. Al Pian dei Salesai riposano anche altri soldati valsuganotti dell'esercito austroungarico: Antonio Pasquazzo, Gabriele Rovigo, Benvenuto Dalsasso, Peter Ropelato e Matteo Dall'Agnolo.

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