Centenario di Chiara Lubich

Il sindaco Alessandro Andreatta ha espresso la sua gioia nel ricordare “la ragazza che quasi ottant'anni fa si mise al servizio dei poveri” .

Negli spazi ristretti concessi dal cerimoniale il presidente Mattarella sabato a Cadine ha gentilmente accolto il dono del numero monografico di Vita Trentina intitolato “L’opera di Chiara”.

Dal Centro Mariapoli di Cadine il presidente Mattarella si è portato via anche il dado della pace, che gli hanno regalato Giulia e Leonardo con la loro maestra Stella Bozzarelli. E’ il dado che alle scuole “Crispi” gettano e leggono ogni mattina a ed è anche il dado che campeggiava nell’aiuola della pace in piazza Garzetti.

Dal presidente della Repubblica, a Trento per il centenario di Chiara Lubich, parole forti sull’attualità del suo impegno per l’unità e per il dialogo nel mondo.

Un appello mai così forte dai tempi del vescovo mons. Carlo de Ferrari, il pastore a cui dobbiamo il merito storico di aver saputo discernere e custodire il carisma focolarino. Un richiamo che non si dovrebbe esaurire con l’onda emotiva di questo centenario: “Prendi in mano il Vangelo, Parola di vita, prova a viverlo nella sua straordinaria semplicità e radicalità – così Tisi ha poi esortato la nostra Chiesa - trasforma le tue comunità in piccoli rifugi, dove s’incontrano i poveri e si vive la fraternità”.

La rilettura dell’esperienza di Chiara Lubich, rilanciata anche dal numero speciale di Vita Trentina nel centenario della nascita che il 25 gennaio richiamerà a Trento il presidente Mattarella, favorisce anche una riflessione rispetto ad un carisma straordinario incarnato nel secolo scorso da una donna. 

Lettrice fedele di “Vita Trentina”, ne ho visto con piacere l'uscita del 23 dicembre scorso, dedicata tutta al Centenario della nascita di Chiara Lubich, che ho avuto modo di conoscere personalmente alla fine degli anni Quaranta del secolo scorso in modo veramente curioso.

Il concorso per le scuole promosso dal Centro Chiara Lubich/New Humanity e dalla Fondazione del Museo storico del Trentino, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e Ricerca, per il Centenario della nascita di Chiara Lubich.

È una piccola abitazione a Tonadico dall’architettura semplice, che Chiara Lubich nell’estate del 1949 chiamò "Baita Paradiso", uno dei luoghi dove si venne formando il carisma del Movimento dei Focolari.

“Chiara Lubich, Città Mondo” è il titolo della Mostra che il 7 dicembre ha aperto le celebrazioni per il Centenario della nascita della fondatrice del Movimento dei Focolari, il 22 gennaio del 1920 a Trento.

Dal 1995 le onorificenze si moltiplicano, sia da parte di organismi accademici internazionali, sia di pubbliche amministrazioni. Tra gli altri, nel 1996 a Parigi, il Premio Unesco per l’educazione alla pace. Viene insignita da cittadinanze onorarie di molte città.

Come mai Chiara Lubich trovò alloggio proprio alla “casetta”, in via dei Cappuccini? Chi mise a disposizione quell'appartamento? E chi furono le prime compagne all'inizio della sua avventura umana e spirituale?

Nel corso dell’anno di celebrazioni per il Centenario, la Mostra “Chiara Lubich, Città Mondo” sarà replicata in diverse capitali.

Silvia Lubich nasce a Trento il 22 gennaio 1920, seconda di quattro figli. La madre è cattolica praticante, il padre socialista; il fratello Gino è comunista, partigiano, giornalista al quotidiano L’Unità. Ancora giovanissima Silvia inizia a frequentare l’Azione Cattolica.

Portare a casa un ricordo del viaggio a Trento in occasione del Centenario di Chiara Lubich sarà certamente un desiderio di molti visitatori, specie di quelli che verranno da più lontano. Per questo sono stati studiati e prodotti alcuni oggetti che accompagneranno gli eventi.

Sui temi dell'economia sociale segnaliamo il percorso sociopolitico su Economia e Cristianesimo dal titolo: “Dio e mammona”, promosso nel 2020 dalla Scuola Diocesana di Formazione Teologica e dal Servizio Formazione dell'Arcidiocesi di Trento.

Riproponiamo il testo scritto dallo storico Severino Vareschi per l'inserto speciale in occasione della scomparsa di Chiara Lubich (Vt n. 11 del 23 giugno 2008).

Saluti e testimonianze istituzionali.

Nel giugno 2001, in occasione della visita di Chiara Lubich alla sua città natale, l'allora direttore di Vita Trentina, don Ivan Maffeis, e il redattore Diego Andreatta, oggi al timone del settimanale diocesano, insieme al fotografo Gianni Zotta, accompagnarono la fondatrice del Movimento dei Focolari lungo le vie di Trento, toccando i luoghi simbolo che avevano segnato il suo percorso di vita fino all'intuizione che diede vita all'Opera di Maria.

L'Economia di Comunione (EdC) è un'esperienza di economia alternativa al capitalismo del profitto a tutti i costi, basata sulla fraternità e sulla condivisione dei profitti, tradotta in azioni e comportamenti concreti da una rete di imprenditori presente in tutti i continenti.

Le attività dell'Istituto Sophia di Loppiano, l'università promossa dal Movimento dei Focolari

Questo centenario è un’occasione straordinaria non tanto per ricordare Chiara Lubich con nostalgia, ma per incontrarla oggi.

Il 24 maggio 1986 veniva inaugurato il Centro Mariapoli di Cadine. Vicino alla città, ma appartato, il Centro dal 2009 è intitolato a Chiara Lubich. Era stata un'aderente al Movimento, Nostra Fadanelli, di Cadine, a donare 9 ettari di bosco, in parte edificabile, per costruire l'edificio.

“Ben volentieri aderii alla preghiera di P. Casimiro, ed accolsi ospite nella mia stanza – più vicina al rifugio antiaereo che non la sua casa – Silvia Lubich. Assieme a lei venne altra compagna terziaria: Natalia Dallapiccola...”.

Non è un caso che l’editrice Città Nuova, nonostante una decina di testi biografici già usciti in passato ma settoriali, presenti quella di Maurizio Gentilini, come “la” biografia.

In parallelo all’esposizione presso le Gallerie di Piedicastello, la Mostra trova spazio ulteriore nelle sale di Palazzo Scopoli, a Tonadico, nel comune di Primiero San Martino di Castrozza).

N“Ho nostalgia di tante gite in Paganella...se potessi me le porterei via queste montagne” ci aveva sinceramente confidato Chiara Lubich nella conferenza stampa della sua visita a Trento nel 1995. Questa passione per la montagna, fonte d’ispirazione pure nelle estati in Primiero, era uno dei tratti ancora distintivi delle sue origini trentine; come la chioma con l’inconfondibile acconciatura e l’uso abituale del nostro dialetto nelle conversazioni in casa.

All’avvio del centenario (nacque a Trento il 22 gennaio 1920), evidenziare queste radici non è un vanto: richiama ad una forte responsabilità.