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La gerente del supermercato – Regole nuove anche nel fare la spesa

“Alla cassa e al bancone, abbiamo preso le misure...”

Il Sait di Corso 3 Novembre i cambiamenti evidenziati dalla responsabile Michela Bonadinam: “Cerchiamo sempre di usare il buon senso nel rispetto delle norme“.

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Al Sait di Corso 3 Novembre i cambiamenti evidenziati dalla responsabile Michela Bonadinam: “Cerchiamo sempre di usare il buon senso nel rispetto delle norme“

Fare la spesa (e gestire un supermercato) ai tempi del coronavirus. E' un altro aspetto della vita quotidiana che sta cambiando. Anzi, è in gran parte già mutato. Basta fare la prova, per la necessità di rifornire il frigo o per lavoro. Eccoci al Sait di corso 3 Novembre, che teneva

Un supermercato che si è adattato alle norme di sicurezza (foto Zotta)

Un supermercato che si è adattato alle norme di sicurezza (foto Zotta)

aperto tutto il giorno ed ora fa l'orario “spezzato”, per sanificare i locali e far rifiatare il personale. Già quando si arriva mica si entra diretti, come al solito. Si prende il proprio numero, consegnato da un addetto e si aspetta fuori (distanziati come previsto dalle norme di almeno 1 metro uno dall'altro), qualche minuto. Diciamo mediamente una decina. A volte meno, a volte più, dipende dall'affluenza. “Pur essendo questo un punto vendita ritenuto piccolo – riflette la gerente, Michela Bonadiman – ha sempre registrato, pre coronavirus, un afflusso notevole, intorno alle 1300 persone in media al giorno. Adesso mancano gli studenti delle scuole ma anche gli impiegati e comunque quelli che lavorano nei vari uffici della zona, visto che sia le une che gli altri sono chiusi. Quindi la media si è abbassata intorno ai 500 clienti al giorno”.

Rispetto ad altri punti vendita del Sait, inserito com'è in un quartiere popoloso e dall'alto potenziale d'afflusso, sono in servizio un paio di incaricati che gestiscono la situazione. Uno è all'entrata, che fornisce il numero e il carrellino sanificato e invita a disinfettarsi le mani, l'altro vicino alle casse per far rispettare le distanze. Ciò che manca, anche se non è obbligatorio, sono le mascherine (“Le stiamo aspettando, ma ci siamo attrezzati”, sottolinea Bonadiman) mentre i guanti sono regolarmente alle mani dei cassieri come dei banconisti.
Secondo le indicazioni fornite dai vertici del Sait, in questo punto vendita potrebbero starci, nello stesso momento, al massimo 34 persone, compresi i dipendenti. “Ma cerchiamo di fare in modo che ce ne siano anche di meno, intorno alla ventina –
precisa la responsabile – Dipende anche da dove si trovano, in che zona del negozio, se ben distribuiti o meno. Si gestisce la situazione modulando i comportamenti e le conseguenti azioni a seconda dei momenti”. Certo non è sempre facile. Molti dei clienti sono anziani e, come ci viene riferito, fanno fatica a cambiare le loro abitudini. Ad esempio, quella di andare al supermercato quasi ogni giorno, se non quotidianamente. Era anche, magari, un'occasione di socializzazione, per far quattro chiacchiere con la cassiera o il cassiere. Un motivo per uscire di casa. “Eh sì, – afferma Michela Bonadiman – non nascondo che in alcuni casi è difficile convincerli che è meglio per tutti, quindi anche per loro, che non vengano in negozio ogni giorno. All'inizio qualcuno si è pure arrabbiato. Posso capire, figuriamoci. Comunque, cerchiamo, un po' alla volta, di convincerli e spiegare come stanno le cose e cosa sia meglio fare. Con le dovute maniere, ovviamente. Mettendoci tutta la nostra buona volontà in questa situazione eccezionale”. Anche il personale, una quindicina tra uomini e donne, all'inizio qualche timore lo nutriva vista la vicinanza prolungata con chi entra ed esce. “Sì, all'inizio un po' di preoccupazione c'era – conclude la gerente – Adesso meno. Abbiamo preso le misure a questa emergenza che è arrivata improvvisa, diciamo così, adattandoci anche secondo le varie fasi e le norme che vengono emanate. E usando il buon senso. Cercando di collaborare al meglio tra di noi e offrendo il miglior servizio possibile a chi viene a fare la spesa”.

“Alla cassa e al bancone, abbiamo preso le misure...”
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