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Il dirigente scolastico – Le opportunità e le sorprese delle prime settimane

“Anche se distante, la scuola è sempre più importante”

La prof che entra idealmente in casa e tutta la classe ben disposta lì, dentro lo schermo sulla scrivania. Lezioni e interrogazioni che non s’interrompono, anzi.

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Lezioni a distanza

Didattica on line e relazioni nuove. Parla il preside del’Arcivescovile Paolo Fedrigotti ha mandato un videomessaggio a studenti e famiglie: “Un invito alla responsabilità”

La prof che entra idealmente in casa e tutta la classe ben disposta lì, dentro lo schermo sulla scrivania. Lezioni e interrogazioni che non s’interrompono, anzi.

Per raccontare come si continua a studiare nell’emergenza in una scuola trentina (vuota) sentiamo uno dei dirigenti scolastici che si è rivolto subito a ragazzi e genitori in una forma particolare. Paolo Fedrigotti, preside del Collegio Arcivescovile, ha realizzato in casa un videomessaggio inviato giovedì 13 marzo via mail, con i canali social e Whatsapp; non solo un saluto di vicinanza, ma una riflessione sintetica e incisiva (con l’ausilio di alcune parole-chiave in sovrimpressione) per rilanciare il valore “vitale” dello studio anche a distanza.

Il suo video ha ottenuto quasi mille visualizzazioni su youtube; ha ricevuto qualche risposta, prof. Fedrigotti? “Sì, molte. I genitori, in particolare, hanno apprezzato la prospettiva di andare oltre queste settimane per rispondere da subito al compito a cui tutti – studenti, genitori e insegnanti – siamo chiamati. Lo studio non è qualcosa da dover fare per assecondare programmi o scadenze, ma va sentito come una responsabilità anche di tipo spirituale – favorita in questo periodo dalla Quaresima – perché ci porta a ricercare la verità tutta intera della persona e della nostra vita”. Una ricerca, ispirata dal testo “La vita intellettuale” del domenicano Antonin Sertillanges e scandita da cinque atteggiamenti suggeriti dal prete milanese don Bortolo Uberti: lo studio è gratuito, ha un buon sapore, richiede tempo, porta alla preghiera, esige capacità di proiettarsi nel futuro. Aggiunge Fedrigotti: “Qui la parola studio si può sostituire anche con la parola vita o la parola scuola, perché la dinamica è essenzialmente la stessa. E allora, anche se distante, la scuola si scopre sempre più importante, anche se non possiamo farla in modo pieno”.

I genitori ringraziano per la disponibilità dei docenti che si sono organizzati in breve tempo (“i più preoccupati all’inizio ora sono i più entusiasti della didattica online”) per valorizzare con responsabilità le opportunità date dalle piattaforme online, comprendendo l’importanza della relazione educativa anche quando viene sostituita (solo in parte, evidentemente) dalle modalità a distanza. Privati della presenza fisica dei compagni, studenti e ragazzi fanno i conti con un tempo nuovo, impegnativo. “Eppure mi stupisce positivamente che la stragrande maggioranza è partecipe con responsabilità ai vari incontri online. Anche per loro, questa congiuntura per tanti aspetti drammatica, va presa con serietà e presenta la possibilità di una crescita inaspettata, quando sono aiutati a leggere in una logica di speranza questa situazione. Dalla crisi spesso esce una persona nuova, arricchita”.

In questi giorni la ministra Azzolina ha sottolineato che oltre a offrire competenze i docenti continuano a donare anche vicinanza, rassicurazione. “Ci si accorge che la relazione in presenza non può essere sostituita se non in modo surrogato: eppure questo ruolo dell’adulto e la percezione di una comunità educante unita è fondamentale dal punto di vista psicologico per i ragazzi e le famiglie. Per questo motivo abbiamo mantenuto la possibilità di avere udienza attraverso sportelli online; non tanto per descrivere lo stato dei programmi, ma per coltivare nel tempo una relazione con le persone. Un bisogno molto avvertito”. Pro e contro delle videolezioni? “Non mancano gli elementi sfavorevoli, ma osserviamo in positivo che sono lezioni in cui si richiede lo scambio di pareri e di interventi in un’intensità che talvolta in classe è difficile far emergere”.

Qualcuno è preoccupato per gli esami di Stato. “In generale ci è stato detto ancora poco sulla valutazione degli apprendimenti, ci vorrà molto buon senso. E’ evidente che per le quinte superiori e le terze medie la verifica finale dovrà essere diversificata rispetto al passato, calata dentro la situazione contingente”.

E’ forse luogo comune pensare che la didattica online sia molto più faticosa per la scuola primaria: “Anch’io pensavo che questo sarebbe stato forse il contest più sfavorito, in verità ho trovato un ambiente pronto. Con un altro punto a a favore che sta nel maggior coinvolgimento dei genitori: “Scoprono in queste giornate che il loro accompagnamento è necessario e deve essere costante; un’esperienza di corresponsabilità educativa che rende evidente come non ci debba mai essere delega e sia importante rinsaldare i rapporti fra scuola e famiglia”.

Ma la vita dell’Istituto Arcivescovile, come di ogni scuola, è resa possibile e arricchita anche dal personale non docente che ha continuato a svolgere il suo servizio nelle forme contingentate, con gli impiegati amministrativi impegnato a supportare con lo smart working la quotidianità scolastica tutt’altro che bloccata.

Preside Fedrigotti, ha pensato cosa fare il primo giorno di ritorno a scuola? “Ci sto pensando...mi piacerebbe tornare sullo spirito suggerito nel primo videomessaggio. Ma quel giorno faremo un incontro vivace e sereno, magari tutti insieme. Ci diremo che cosa abbiamo lasciato alle spalle e che cosa ci ha lasciato. Per ripartire magari con un modo diverso di guardare agli altri, anche nelle aule e nei corridoi della scuola”.

“Anche se distante, la scuola è sempre più importante”
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