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L’alpino – Una squadra sempre in prima linea nell’ emergenza

Coronavirus, l'impegno degli Alpini: “Dai parchi ai supermercati, così aiutiamo i trentini”

Nelle situazioni di emergenza, si sa, gli alpini sono sempre in prima linea. Lo hanno fatto anche in questa occasione, schierandosi a fianco della comunità trentina per fronteggiare le necessità che, di giorno in giorno, diventano sempre più urgenti.

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Il servizio delle penne nere al supermercato

“È stato difficile dire dei ‘no’ ai nostri soci anziani: dopo una vita di lavoro e di volontariato, anche questa volta, non si sarebbero voluti tirare indietro”

Nelle situazioni di emergenza, si sa, gli alpini sono sempre in prima linea. Lo hanno fatto anche in questa occasione, schierandosi a fianco della comunità trentina per fronteggiare le necessità che, di giorno in giorno, diventano sempre più urgenti.

“Noi ci siamo, siamo una squadra, questo è il nostro essere, il nostro modo di operare nella solidarietà, nell’aiuto, condividendo con gli altri quello che possiamo dare come sostegno”, ci dice il presidente della sezione ANA di Trento Maurizio Pinamonti.

Presidente, anche per voi, abituati ad operare nelle situazioni più critiche, non deve essere facile fronteggiare questa emergenza “nuova”, diversa da tutte le altre. Come vivete questi momenti?

Con molta preoccupazione come tutti, è evidente. Ci siamo messi a disposizione dei sindaci e delle varie associazioni di solidarietà con i gli alpini più giovani, dovendo dire anche dei “no” ai nostri soci anziani che dopo una vita di lavoro e di volontariato, anche questa volta, non si sarebbero certo tirati indietro.

Dove siete impegnati?

In tutta la provincia operano quasi 200 alpini. I nostri compiti vanno dal controllo e gestione dell’afflusso delle persone nei supermercati - in alcuni dei quali garantiamo anche la pulizia dei carrelli – alla consegna della spesa nei paesi dove ci viene chiesto, o dei medicinali, un servizio che è iniziato da pochi giorni a Pergine. A Trento e sobborghi siamo una settantina: anche dopo la chiusura siamo impegnati nel presidio dei parchi, inoltre garantiamo il servizio di consegna dei pacchi viveri alle famiglie bisognose per conto sia del Comune di Trento, sia di Caritas e Banco alimentare.

Un sostegno prezioso alla comunità. E la comunità lo apprezza?

C’è grande sostegno e condivisione dalle comunità trentine e questo ci fa molto piacere. Si sono mosse anche alcune aziende: una sartoria del capoluogo, ad esempio, ci ha offerto delle mascherine da distribuire alle penne nere impegnate quotidianamente sul territorio.

E i trentini si comportano bene? Insomma, restano a casa?

Da quello che mi stanno riportando i nostri volontari, in giro non c’è più quasi nessuno; noi non abbiamo alcuna possibilità repressiva, abbiamo una funzione informativa e di prevenzione, lavorando, nel caso di Trento, in appoggio della Polizia Locale: ma in questi giorni non c’è stata mai necessità di richiedere il loro intervento. La grande maggioranza delle persone ha ormai recepito le indicazioni, comportandosi in maniera civile come siamo abituati a fare: da trentini, insomma...

Solidarietà nella solidarietà: anche voi avete promosso una raccolta fondi all’interno dei vostri gruppi, con ottimi risultati.

Come tanti hanno fatto, anche noi volevamo contribuire ad aiutare l’Azienda Sanitaria: alla nostra richiesta la risposta è stata prontissima e nel giro di pochi giorni 120 gruppi sono riusciti a raccogliere una cifra che sfiora gli 85 mila euro.

Due anni fa fervevano i preparativi per l’Adunata, dei giorni scorsi è la notizia del rinvio di quella di Rimini, prevista a maggio.

La considero una scelta giustissima. Anche noi avevamo in programma un fitto calendario di eventi, alcuni proprio in questi giorni, per festeggiare il centenario della sezione di Trento, ma abbiamo bloccato tutto: stiamo valutando il da farsi, come modificarli o riprogrammarli al termine dell’emergenza che, speriamo, qui, rimanga contenuta.

Anche in Trentino il numero dei morti però continua a salire...

Abbiamo avuto anche noi delle perdite, anziani soci deceduti non solo per il coronavirus: pure da lontano, nel dolore, ci stringiamo attorno a tutti i loro famigliari. Purtroppo, la consuetudine di accompagnare l’alpino “andato avanti” partecipando alle esequie in gruppo, in questo momento non è permessa e, per questo, troveremo il modo di ricordarli tutti, al termine dell’emergenza.

Coronavirus, l'impegno degli Alpini: “Dai parchi ai supermercati, così aiutiamo i trentini”
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