Covid-19
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Cinque titoli da gustare nella sosta forzata da coronavirus

Letture per questo tempo senza tempo

Come stiamo diventando obbligati a restare a casa? Il rallentamento di ritmi frenetici e la sosta forzata possono regalare tempo da dedicare ad altre attività, per esempio leggere e attingere riflessioni che potrebbero rivelarsi utili per capire come affrontare questa inedita situazione.

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La copertina del libro di Giordano

Come stiamo diventando, obbligati a restare a casa? Il rallentamento di ritmi frenetici e la sosta forzata possono regalare tempo da dedicare ad altre attività, per esempio leggere e attingere riflessioni che potrebbero rivelarsi utili per capire come affrontare questa inedita situazione.

Biografia del silenzio (Vita e Pensiero, 2014) di padre Pablo D'Ors racconta la sua avventura negli spazi della quiete silenziosa. La pratica del silenzio fa incontrare deserti interiori, ma coltivare l'attenzione a sé e alla vita che accade genera misteriosamente frutti insperati: non solo una pace profonda e il contatto con l'io autentico, ma soprattutto un'intensa partecipazione alla vita così come ci viene incontro.

L'epidemia di Covid-19 si candida a essere l'emergenza sanitaria più importante della nostra epoca, svelando la complessità del mondo e delle sue logiche sociali, politiche, economiche, interpersonali e psichiche e lo scrittore Paolo Giordano presenta così il suo libro, in uscita il 26 marzo, Nel contagio (Einaudi, 2020): "Ho paura che la paura passi invano, senza lasciarsi dietro un cambiamento. Nel contagio siamo un organismo unico, una comunità che comprende l’interezza degli esseri umani. Nel contagio la mancanza di solidarietà è prima di tutto un difetto d'immaginazione".

Il profumo del tempo. L'arte di indugiare sulle cose (Vita e pensiero, 2017) di Byung-Chul Han, filosofo coreano allievo di Sloterdijk, è una riflessione sulla perenne mancanza di tempo in cui viviamo, immersi in un'‘epoca dell'affanno’ che ci rende ansiosi, stressati, disorientati: "L'accelerazione della tecnologia e delle trasformazioni sociali non solo ha annientato lo spazio e la geografia stessa (ogni luogo è a portata di un clic o di qualche ora di aereo), ma ha frammentato il tempo in tanti ‘attimi presenti’ che non conoscono più pause e intervalli. Questa disgregazione riguarda anche la nostra identità, che si impoverisce e si riduce, soffocata dalla necessità di produrre (e consumare) come forma di realizzazione umana, che finisce per sottrarre all'uomo respiro e spirito. Bisogna allora reimparare a ‘indugiare’: bellissimo verbo che parla di sguardo lungo e cordiale sulle cose".

Nella collana Parole Controtempo del Mulino, due titoli pubblicati nel 2014 indicano l'atteggiamento a cui provare a tendere: Pazienza, di Gabriella Caramore, autrice della trasmissione culturale di Rai Radio 3 "Uomini e Profeti", ci ricorda che "aver cura del vivente richiede tempo, attenzione, attesa: in una parola, pazienza. Da qualità della durata, la pazienza può trasformarsi in qualità morale alla quale si può dare il nome di cura: verso l'altro, verso le cose, verso se stessi". E Perseveranza, del filosofo Salvatore Natoli, virtù che non cede alle difficoltà e regge nel tempo: "Incostanza e mutamenti repentini di vita privata e pubblica non lasciano molto spazio alla perseveranza. Cosa motiva questa virtù, a volte fino al sacrificio personale? Forse la risposta va cercata, appunto, in quella scia di sacro che sembra indissociabile dalla parola. Perseveranza, ovvero come saldare la realizzazione di sé e il bene di tutti". 

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