Covid-19
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Mentre l'Italia si ferma - comprese tutte le attività produttive "non essenziali"  - per contrastare il diffondersi dell'epidemia Covid-19, si consente all'industria della difesa di continuare l'attività

"Si ferma l’economia civile ma quella incivile continua a lavorare", denunciano associazioni e movimenti

Scuola di Economia civile, Banca Etica, Pax Christi, Movimento dei Focolari Italia, Mosaico di Pacein un comunicato stigmatizzano il fatto che, mentre l'Italia si ferma - comprese tutte le attività produttive "non essenziali"  - per contrastare il diffondersi dell'epidemia Covid-19, si consente all'industria della difesa di continuare l'attività. "Un pessimo segnale, che denunciamo con forza".

Il 24 marzo, nella Giornata dei missionari martiri proclamata dalla Chiesa cattolica in ricordo del martirio di san Oscar Romero, il vescovo che 40 anni fa diede la vita per liberare il suo popolo dall'oppressione, dallo sfruttamento e dalla violenza, Scuola di Economia civile, Banca Etica, Pax Christi, Movimento dei Focolari Italia, Mosaico di Pace hanno diffuso un comunicato stigmatizzando il fatto che, mentre l'Italia si ferma - comprese tutte le attività produttive "non essenziali"  - per contrastare il diffondersi dell'epidemia Covid-19, si consente all'industria della difesa di continuare l'attività. "Un pessimo segnale, che denunciamo con forza".
Il Decreto Nuove misure per l’emergenza coronavirus chiede un sacrificio molto grande non solamente ai cittadini e alla famiglie, ma anche alle aziende. Le aziende dell’Economia civile aderiscono con grande serietà al fermo delle loro attività e si stanno attivando in ogni modo per riuscire a salvaguardare la salute dei lavoratori e della cittadinanza.
A fronte di un impegno diffuso e sofferto e del costo economico che tante aziende dovranno pagare nei prossimi mesi, come portavoci di un tessuto sano di imprese civili e sociali, constatiamo che l’industria incivile delle armi potrà invece continuare a lavorare anche in questo momento drammatico. Come si legge nel Decreto, sono infatti “consentite le attività dell’industria dell’aerospazio e della difesa, nonché le altre attività di rilevanza strategica per l’economia nazionale, previa autorizzazione del Prefetto della provincia ove sono ubicate le attività produttive”.
Ci pare un pessimo segnale, che denunciamo con forza.
In particolare continuerà la produzione degli F35 a Cameri (No). Un aereo che può trasportare anche bombe nucleari. Perchè accanirsi in questa direzione? Quali interessi ci sono dietro a questo progetto? Con i soldi di un solo F35 (circa 150 milioni di Euro) quanti respiratori si potrebbero acquistare? Sappiamo di alcune industrie che stanno tentando di riconvertire almeno in parte la loro produzione. Questa è la strada da percorrere.
Mentre lodiamo e sosteniamo il lavoro di medici e infermieri, mentre chiediamo soccorso ad altri Paesi che ci stanno sostenendo con l’invio di medici, prodotti di protezione medica, specialisti, mentre chiediamo ai cittadini di vivere nell’incertezza e nell’apprensione per il proprio lavoro, consentiamo alle fabbriche di armi di continuare a lavorare senza sosta.
Uniamo anche la nostra voce a quanto già denunciato da Sbilanciamoci, Rete della Pace e Rete Italiana per il Disarmo (www.disarmo.org).
Chiediamo al Premier Giuseppe Conte di spiegare perché, in un momento così delicato per la storia italiana, sia consentita la produzione di armi.
Chiediamo l’attenzione di tutti i parlamentari italiani che hanno dimostrato attenzione ai temi dell’economia civile, perché facciano sentire la loro voce.
Chiediamo ai prefetti e ai sindaci dei comuni coinvolti dalla produzione di armi di tutelare il diritto alla salute dei lavoratori e delle loro famiglie.
Scuola di Economia civile, Banca Etica, Pax Christi, Movimento dei Focolari Italia, Mosaico di Pace

"Si ferma l’economia civile ma quella incivile continua a lavorare", denunciano associazioni e movimenti
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