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L’omelia di mons. Lauro Tisi in Duomo domenica 15 marzo

“Stretti attorno al Maestro”

Più volte, anche nell’introdurre il “Padre Nostro” (dove ha ricordato in particolare i sacerdoti della Casa del Clero), l’Arcivescovo ha pregato e invitato a pregare il Signore ricordando “lo sguardo dei malati, l’apprensione dei familiari, la sforzo immane degli operatori sanitari, la paura di tutti: domandano più silenzio che parole”.

Parole chiave: L (11103)

Il Vangelo della terza domenica di Quaresima con l’incontro tra Gesù e la Samaritana è stato commentato dall’Arcivescovo domenica in Duomo nella Messa diffusa da Telepace Trento e in streaming dai siti diocesani: “Siamo smarriti e fatichiamo a trovare il senso di quanto

Trento - Il Duomo a banchi vuoti. - 15/03/2020 - Gianni Zotta)

Trento - Il Duomo a banchi vuoti. - 15/03/2020 - Gianni Zotta)

sta avvenendo – ha detto mons. Tisi, che celebrava con il parroco del Duomo don Andrea Decarli, il cerimoniere don Giulio Viviani, l’organista Paolo Delama e due lettrici e soliste del coro - . Nel deserto delle nostre strade, chiusi in casa, abbiamo comunque la possibilità di incontrare realmente Cristo, di consegnargli la sete dei nostri mille interrogativi che faticano a trovare risposta”. “Non rinunciamo – ha agigunto l’Arcivescovo – a dialogare con Lui, consegniamogli senza vergogna le frequentazioni sbagliate, con cui abbiamo cercato di placare la nostra sete; così come le frenetiche ritualità quotidiane che la cronaca di questi giorni ha improvvisamente azzerato.” 

“Torniamo umani. Dialoghiamo con noi stessi.  Ascoltiamo i desideri del nostro cuore. Per riprendere – speriamo prima possibile – ad abitare le nostre strade e le nostre piazze e gustare la forza e la bellezza delle relazioni. E, insieme, stringerci attorno al Maestro per invitarlo a stare con noi, riconoscendo che la sua volontà altro non è che la nostra vita.”

Più volte, anche nell’introdurre il “Padre Nostro” (dove ha ricordato in particolare i sacerdoti della Casa del Clero), l’Arcivescovo ha pregato e invitato a pregare il Signore ricordando “lo sguardo dei malati, l’apprensione dei familiari, la sforzo immane degli operatori sanitari, la paura di tutti: domandano più silenzio che parole”.

“Stretti attorno al Maestro”
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