Le nuove zone pastorali

La chiesa di San Pio X ha accolto sabato scorso 17 novembre in mattinata 350 persone per l‘assemblea pastorale della zona di Trento, che comprende anche gli ex decanati di Povo e Mattarello. I lavori si sono sviluppati attorno alla riflessione d’apertura dell’arcivescovo Lauro Tisi. “Non possiamo pensare che in questo momento Dio abbia abbandonato la città. È finito un sistema pastorale, ma non è finita la possibilità di essere dentro questa città segni del Vangelo”.

Se dici castagne, pensi Castione. Il legame tra la frazione brentegana e il frutto autunnale è infatti secolare; un legame che ha modellato il paesaggio con spettacolari castagneti e che incide anche sull'economia del territorio, visto che sulle pendici del Baldo viene coltivato un terzo del prodotto provinciale.

La nuova Zona Pastorale della Vallagarina, si trova a dover gestire un territorio “articolato e complesso seppur nella propria omogeneità”, prendendosi cura delle diverse tradizioni e usanze locali che non possono essere dimenticate.

Il territorio dell'ex decanato di Ala si articola in tre realtà distinte: la città di Ala che, negli ultimi anni, ha visto accrescere la presenza di persone e famiglie nuove che arrivano da terre con culture e abitudini di vita diverse che non si conoscono tra loro; la comunità di Avio, tipicamente agricola e forse più omogenea,dimostrando però una vivacità di iniziative anche in altri settori; la zona delle frazioni legate più alla vita agricola e con rapporti interpersonali più consolidati.

Come una sentinella all’imbocco della valle, il santuario di San Valentino veglia sulla comunità. E’ un luogo  di spiritualità che ha le sue origini prima del XIII secolo e che è nel cuore di tanti fedeli lagarini. Gli ex voto al santo confermano una devozione lontana nel tempo ma il pellegrinaggio è ancora un appuntamento sentito.

Una comunità religiosa di fratelli, collegata alla Fraternità di Gesù Risorto di Tavodo, dà accoglienza e un’anima alla proposta religiosa del Santuario.tract.

Sesto Comune del Trentino con i suoi quasi 10mila abitanti, Mori è un paese alla ricerca della sua identità. Innanzitutto geograficamente, stretto come è tra i poli attrattivi di Rovereto (industria e commercio) e Riva del Garda (turismo).

“Nel nostro Trentino molte associazioni e gruppi si occupano delle diverse forme di povertà; credo che vada incoraggiato il fatto di trovarsi vicini, porta a porta: per favorire lo scambio, il mettersi in rete, il coordinamento delle iniziative, oltre che per conoscersi e stimarsi a vicenda”.

La città di Trento nel giro di neanche un trentennio è passata dai 102mila 124 residenti del 1990 ai 117mila 997 del 2017. Lo scorso anno, un nuovo nato su cinque era straniero.

Una città che cambia, che si prepara a nuove grandi sfide, dall'università al turismo, alle grandi infrastrutture. Ma Trento non può guardare al futuro senza consapevolezza del suo passato e presente, che rivela un tessuto sociale certamente trasformato, sfilacciato da anni di crisi economica, che hanno intaccato anche quella fitta rete di relazioni sociali che da sempre contraddistinguono il nostro territorio. Ma dalle quali si può e si deve ripartire. Ne parliamo con Mariachiara Franzoia, vicesindaca del Comune di Trento e assessora con delega per le politiche sociali, familiari ed abitative e per i giovani.

Alle pendici della Vigolana, nell’Unità pastorale che porta il suo nome, santa Paolina Visintainer è molto nata e la sua casa natale è meta di pellegrinaggi.

Claudia Giordano ha rappresentato Trento nel Consiglio Pastorale Diocesano, partecipando al lavoro che ha portato il primo settembre all’abolizione dei decanati. Se dovesse spiegarne i motivi ad un “cristiano della domenica” che parole userebbe.

Il vicario di zona don Claudio Ferrari evidenzia l’abbondanza di proposte presenti in città ma anche la fatica di fare insieme le scelte prioritarie.

Somm.2: “Spesso ci manca il tempo di fermarci a pensare. E sarebbe già un bel risultato della Zona pastorale.

La sapienza contadina insegna che la vendemmia dipende (quasi) soltanto dalla preparazione del terreno e dalla cura delle viti. Un lavorìo che – come è emerso anche nelle prime cinque Assemblee pastorali (vedi pag. 13) – può molto arricchirsi dalla scambio delle esperienze e delle competenze. Confluire a Mezzolombardo potrà essere un vantaggio per le comunità cembrane e per quelle ai piedi della Paganella. La vendemmia non è mai assicurata, ma sanno di poter contare su un buon padrone della vigna.

L’analisi e i sogni del musicista Roberto Gianotti, consigliere diocesano: “La freschezza dei giovani per dare vivacità...”. Attese dall’Assemblea: “Un momento di chiarezza”.

Abstract.

Mons. Tisi non si è sottratto, all’assemblea pastorale della zona di Tione: “I giovani sono i veri poveri del nostro tempo, dimenticati da tutti”, ha ribadito descrivendo un contesto di precarietà e di sfiducia, ma osservando peraltro che i ragazzi incontrati negli incontri mensili “Passi di Vangelo” sono stati per lui “la scoperta più bella di questi anni di episcopato”.

C’è fermento sull’altopiano della Paganella, una sorta di vivacità che coinvolge non solo il settore turistico-economico, ma anche il tessuto sociale e culturale. Tanto è vero che, in molti, parlano di un altopiano che sta vivendo uno dei suoi momenti migliori. All’insegna dell’ambiente naturale.t.

Un grosso agglomerato di case in continua espansione, due fiumi che delimitano i suoi confini a sud ed ovest e tanti piccoli tetti che risalgono le colline coltivate a vigneto verso nord per qualche chilometro. Lavis, dall'alto, appare così. Un Comune che sfiora i 9mila abitanti divisi fra il paese e le sue frazioni: Pressano, Sorni e Nave San Felice. Il fiume Avisio ci ricorda che il paese sorge all’imbocco della Val di Cembra, da sempre quindi luogo di passaggio e collegamento per chi dalla valle vuole raggiungere la piana Rotaliana o la città di Trento.