Quale percorso suggeriscono le “prime pagine” di Vita Trentina pubblicate in questi novant'anni? A voler rintracciare un “filo rosso”, si può affermare (quasi) con certezza: l'uomo e la donna, come immagine di Dio, destinari della salvezza, valore assoluto sopra ogni altro valore.

Radio Trentino inBlu è la voce che racconta il Trentino e il mondo da venticinque anni. E' il luogo di incontro e di partecipazione “via etere” della grande famiglia di Vita Trentina.

E' una proposta che segue la missione editoriale di di Vita Trentina, quella radiofonica. VLinguaggio specificamente radiofonico, con musica ed intrattenimento per stare “sul mercato”, ma deliberatamente intelligente, ricco di spunti, inviti a riflettere.

Vita Trentina esce sul territorio, nella piazza, facendosi protagonista e promuovendo iniziative per creare comunità. Lo ha fatto intrecciando la propria storia e il proprio nome ad eventi che contraddistinguono il Trentino e che, con gli anni, sono diventati manifestazioni di respiro internazionale, come il Trento Film Festival e il Festival dell’economia.

Sette trentini, nati nel 1926 come il nostro settimanale. Sette storie che abbiamo raccolto e raccontato sul numero di Vita Trentina che porta la data della prima domenica del 2016..

I ricordi di un “pezzo da novanta”, lo storico collaboratore di Vita Trentina, decano dell’editoria, dell’informazione, della cultura giudicariese. Mario Antolini.

Nel 2010 l’ex direttore Marco Zeni ha pensato di arricchire le pagine di Vita Trentina con notizie in lingua ladina, mòchena e cimbra.

Per presentare la mostra evento che accompagna il Novantesimo di Vita Trentina abbiamo chiesto questo contributo ad Alberto Folgheraiter che ha collaborato da vicino con i due colleghi fotoreporter.

E' nato appena tre giorni dopo Vita Trentina, il 27 dicembre 1926, don Giuseppe Grosselli, uno dei preti trentini più noti e amati.

LA CRONACA



Esserci e farsi "pescare" nel mare magnum della rete, garantendo qualità senza svilire il ruolo che spetta al giornalismo e senza rinnegare la propria natura. È la sfida che il mondo dell'informazione cattolica è chiamato ad affrontare confrontandosi con il "continente digitale" dei social network.

IL NOVANTESIMO

A novant’anni dalla sua nascita, Vita Trentina festeggia con i propri lettori il traguardo di un nuovo decennio di vita. Abbiamo pensato di ripercorrere insieme un periodo particolare della storia del settimanale, cioè i venti anni che vanno dal 1968 al 1989, corrispondenti alla direzione di don Vittorio Cristelli.


Il 28 settembre 1967 la prima pagina di Vita Trentina apre con un titolo a quattro colonne che annuncia l’arrivo di un nuovo direttore: don Vittorio Cristelli. E’ una data storica per il settimanale della diocesi di Trento, fondato nel 1926 e diretto per quasi quarant’anni – praticamente dall’inizio - da mons. Giulio Delugan.


Fin dai primi numeri della direzione Cristelli lo sguardo del settimanale si allarga a temi nuovi e impegnativi, come l’Università in ebollizione, il mondo giovanile in fermento, i lavoratori in lotta, le strutture della Chiesa attraversate dai fremiti del rinnovamento conciliare.

Fin dai primi numeri della direzione Cristelli lo sguardo del settimanale si allarga a temi nuovi e impegnativi, come l’Università in ebollizione, il mondo giovanile in fermento, i lavoratori in lotta, le strutture della Chiesa attraversate dai fremiti del rinnovamento conciliare.

Auguri e saluti

Nel mare indistinto delle fonti c’è, infatti, sempre più bisogno di una bussola. Umile, ma capace di indicare strade possibili. Auguro a Vita Trentina Editrice, e a tutti coloro che lavorano nella comunicazione diocesana, di assumere la prospettiva dell’essere umile bussola, con grande senso di responsabilità e con motivato orgoglio.


Novant’anni portati senza rughe, erede di un proficuo costante servizio e con un grande sguardo in avanti: questa è per me Vita Trentina oggi.


Oggi i nostri giornali desiderano porsi anche come ponti, come chiede papa Francesco. Ponti che magari collegano due piazze diverse. Luoghi in cui si pongono domande, si allacciano relazioni, si infittisce una trama d'amicizia, di confronto e di rispetto verso tutti.