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La recente sentenza della Corte d'Appello di Trento. “In montagna pericoli non prevedibili”

Eventi naturali, Sat non responsabile

La SAT (Società degli alpinisti tridentini) ha il dovere di segnalare e controllare la praticabilità di un sentiero ma non è responsabile di eventi collegati alla instabilità dei versanti della montagna. Lo afferma la Corte di Appello di Trento che ha respinto la richiesta di un turista colpito da una pietra il 12 agosto del 2012 mentre percorreva il sentiero Viel del Pan nel territorio comunale di Canazei.

Parole chiave: Territorio (19852), montagna (1288), Sat (297), escursioni (216), Vaia (22)

Nella valli di Fiemme e Fassa l’inverno è ormai arrivato con le precoci nevicate che hanno imbiancato abbondantemente le cime dolomitiche

Un'escursione invernale nei nostri boschi innevati

Un'escursione invernale nei nostri boschi innevati

La SAT (Società degli alpinisti tridentini) ha il dovere di segnalare e controllare la praticabilità di un sentiero ma non è responsabile di eventi collegati alla instabilità dei versanti della montagna. Lo afferma la Corte di Appello di Trento che ha respinto la richiesta di un turista colpito da una pietra il 12 agosto del 2012 mentre percorreva il sentiero Viel del Pan nel territorio comunale di Canazei.

All’epoca dei fatti il gitante stava camminando insieme ai famigliari quando alcune pietre, provenienti dal fianco della montagna, lo investirono provocandogli una frattura a un arto. Di qui la richiesta di risarcimento del danno quantificato in 95 mila e 851 euro.

Già in primo grado i giudici avevano negato la provvigione e ora lo hanno ribadito affermando che la SAT non è responsabile di eventi legati alla natura della montagna. Un sospiro di sollievo per Anna Facchini, presidente della SAT ma anche per Licia Favè, responsabile della sezione di Canazei e per il sindaco Silvano Parmesani.

“In montagna i pericoli sono variegati e non tutti prevedibili”, afferma Licia Favè. “Quindi non è corretto assegnare una responsabilità ai gestori che già, con impegno e serietà, provvedono alla segnaletica e alla manutenzione del piano di calpestio dei sentieri”. Nelle Valli di Fiemme e Fassa rimane ancora pendente un’altra controversia, sempre di natura civile, che vede contrapposti il parco di Paneveggio – Pale di San Martino e i famigliari di un escursionista deceduto, nel marzo 2006, per la caduta in un pozzo di una trincea della Grande Guerra. In questo caso la causa, dopo essere arrivata all’ultimo grado di giudizio, deve passare a un ulteriore livello decisionale. La posta in gioco è molto alta perché il risarcimento richiesto è di un milione di euro.

Al di là dei singoli casi, qualora l’autorità giudiziaria affermasse che i gestori dei sentieri hanno una responsabilità non solo per quanto attiene alla cura dei tracciati segnalati, ma anche del terreno circostante, per Comuni, società alpinistiche come CAI, SAT o enti come i parchi si aprirebbero scenari difficili.

L’inverno è ormai arrivato con le precoci nevicate che hanno imbiancato abbondantemente le cime dolomitiche. I sentieri ormai non sono più percorribili con attrezzature normali ma richiedono racchette da neve o sci.

“Nel periodo invernale – affermano gli uomini del Soccorso Alpino della Valle di Fassa - la montagna presenta pericoli maggiori. Non solo i percorsi diventano più ostici ma interviene la minaccia di valanghe. Nel nostro territorio la tempesta Vaia ha colpito duro. Ci sono piante ancora pericolanti, che possono cedere sotto il peso della neve, mentre altre zone sono rimaste completamente prive di vegetazione ed è quindi possibile la caduta di valanghe in zone dove storicamente non erano state mai registrate”.

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