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Luserna -

Il cimbro “rinasce”

Anche per la vita delle lingue parlate e scritte come per quella delle persone, ci sono lunghi periodi di apparente tranquillità, dove ogni cosa sembra seguire strade già percorse, tra paesaggi consueti e le solite cose, magari verso un lento ed inesorabile declino dovuto alla caducità di ogni esistere. Soprattutto le lingue piccole, come quelle delle minoranze etniche, a volte sembrano destinate ad evaporare quasi senza dolore, travolte da parlate internazionali, così utili al vivere quotidiano, ma che non rappresentano nulla; nessuna cultura le sostiene, nessun legame le stringe a chi le parla, sono solo un complesso insieme di parole ad uso dei grandi magazzini e degli aeroporti, sono solo delle non lingue. Le lingue piccole, al contrario, sono terra e sangue, mente e viscere dei loro parlanti, privare un cimbro del suo idioma è un’amputazione dolorosa come lo sono tutte le amputazioni. Il tran tran quotidiano a volte però trova accelerazioni improvvise, scarti repentini come fanno i selvatici in fuga.

Parole chiave: vocabolario (6), linguaggio (24), lingua (121), Territorio (19380)

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