Cembra Cantina di Montagna si rinnova con cinque nuovi vini

A settant’anni dalla sua fondazione, “Cembra Cantina di Montagna” si rinnova proponendo cinque nuove etichette simbolo della selezione e della ricerca di eccellenza. Da sempre la valle di Cembra è conosciuta per la coltivazione “eroica” della vite, i cui frutti – soprattutto uva bianca – sono resi unici dall’altitudine a cui maturano; le viti crescono tra i 600 e i 900 metri, affondando le radici in un terreno che poggia sul porfido, che dà all’uva una particolare mineralità e longevità.

“Da trent’anni ci impegniamo per conoscere al meglio ogni territorio coltivato, in modo da valorizzare la particolarità di ogni uva”, spiega l’enologo Stefano Rossi nel corso della conferenza stampa organizzata lunedì 21 novembre alla cantina di Cembra Lisignago, per presentare il nuovo corso aziendale. “Vista la forte pendenza che caratterizza il territorio e che fa di noi la cantina più alta del Trentino, per ogni ettaro di campo servono 900 ore di lavoro all’anno, quasi sei volte quello richiesto in pianura. I risultati che stiamo ottenendo sono possibili soltanto grazie alla dedizione e alla collaborazione di agronomi, enologi e contadini”.

Da due anni la cantina fa parte del Gruppo Cavit che, come afferma il presidente Lorenzo Libera, “vuole dare la possibilità a realtà territoriali di valore di svilupparsi al massimo. Siamo lieti di aver contribuito attivamente al rilancio del marchio Cembra Cantina di Montagna”.
Cembra presenta così sul mercato una nuova collezione di cinque vini: Müller-Thurgau 2020, Chardonnay 2020, Riesling 2020, Pinot Nero 2019 e Trentodoc Oro Rosso di Chardonnay in purezza Riserva 2017.

La severa selezione compiuta sull’uva porta alla produzione di 3/4 mila bottiglie per varietà ma, come affermato dall’enologo Rossi “l’obiettivo per i prossimi anni sarà di arrivare a 10/15 mila bottiglie alzando lo standard di qualità delle vigne grazie a una ricerca sui territori”. Attenzione, naturalmente, anche alla crisi climatica: “Assistiamo a una modifica dell’intensità dei fenomeni atmosferici – ha precisato Rossi – ma questo non è un ostacolo per noi e per i nostri trecento soci, perché il territorio viene continuamente analizzato per capire quale sia il terreno migliore per quella data varietà di uva”.

Il rilancio di Cembra, secondo il presidente Pietro Patton rappresenta “un passo importante per il riconoscimento del valore dei nostri soci. La collaborazione con Cavit e il team commerciale GLV sarà importante perché i nostri vini si distinguano per la loro qualità nel panorama vinicolo italiano”.

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