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250 migranti dispersi in un naufragio nel Canale di Sicilia. Le ong italiane chiedono un piano straordinario di cooperazione internazionale per i Paesi del Mediterraneo

“Accogliere, un obbligo”

Sono circa 250 i migranti dispersi in mare dopo che la loro imbarcazione, salpata dalla costa libica, ha fatto naufragio nel Canale di Sicilia, la notte tra il 5 e il 6 aprile. Un elicottero della guardia di finanza inviato sul luogo della sciagura ha avvistato “decine di corpi senza vita”. La tragedia si è verificata all'indomani del raggiunto accordo sui rimpatri tra Italia e Tunisia. Guardando all’evolversi della situazione nel Nord-Africa, la Diocesi di Trento in una nota riafferma l'obbligo “di accogliere anche chi è straniero e di aiutare sempre chi è in necessità”.

Parole chiave: diocesi di Trento (2172), migrazioni (1025), immigrazione (547), solidarietà (1283)

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