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MIGRAZIONI Parlano i profughi ospiti del Trentino

Senza bandiera

Le mani di Ibrahim strette a pugno trattengono il dolore e la rabbia. Gli occhi di Moussa riflettono l'orgoglio di chi appartiene a una minoranza indomita, ma costretta ai margini, schiacciata, sfruttata e sono solcati a tratti da lampi di paura. E' la preoccupazione di chi da troppo tempo non ha notizie della propria famiglia, dei propri cari, ed è costretto a vivere straniero in terra d'altri. Della Guinea il primo, Ibrahim Bagio, tuareg del Niger il secondo, Moussa Yahiya, condividono il comune destino di profughi in attesa del riconoscimento del loro status. Accettano di buon grado di incontrare Vita Trentina, sapendo che le loro storie – sia pure ciascuna unica e diversa – hanno molto in comune con quelle degli altri 240 migranti inviati in Trentino negli ultimi mesi in base al piano predisposto dal Ministero dell'Interno in risposta all'esodo dalla sponda sud del Mediterraneo, attraversata dalla “primavera araba” e sconvolta da venti di guerra.

Parole chiave: guerra (826), Trentino (1147), migrazioni (1021), rifugiati (137), Mediterraneo (53)

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