Pag 38: Dialogo aperto
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L'INTERVENTO

Liberi dalla paura

Spesso le critiche alla religione hanno esiti paradossali e contraddittori. Filosofi e intellettuali, ma adesso questa opinione si è pure diffusa tra la gente comune, affermano che la religione è nata come risposta consolatoria al dramma della morte: l'uomo, incapace di sopportare la consapevolezza della propria condizione finita e mortale, si "inventa" un Dio che promette vita, felicità, salvezza magari in un'altra dimensione. La religione diventa allora un antidoto alla paura. All'opposto incontriamo un altro tipo di critica rivolta in particolare il cristianesimo che viene accusato di aver fomentato proprio la paura utilizzando il timore per una condanna al fuoco eterno dell'inferno come leva per avere in pugno le coscienze degli individui. Sorge la domanda: la religione libera dalla paura oppure genera ulteriore sgomento? Consente di guardare al mondo con occhi più limpidi oppure offusca lo sguardo moltiplicando i sensi di colpa, i divieti e le condanne?

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