Valle dei Laghi, educare per prevenire l’abuso di alcol

Donne e uomini di estrazione, professione ed età differenti, stretti nella morsa dell’ennesimo sorso ma pronti a riconoscere la rilevanza di un appoggio familiare, specialmente l’imprescindibilità dell’azione dei club algologici territoriali, dimora e sorgente di calore, comprensione e conforto per persone scivolate nel turbine del bere smodato.

Sono una decina, tuttora, le famiglie con un problema alcol correlato disposte ad affrontare un percorso di guarigione aderendo al “Club della Valle dei Laghi” insediato al terzo piano del palazzo municipale di Padergnone. Il club ha spento le sue prime venticinque candeline il 29 novembre; tante le storie dietro a quei volti entrati e usciti dalla sua porta, tanti, troppi in rapporto a una vallata, come questa, che rasenta gli undici mila abitanti.

“I più hanno superato il problema, qualcuno si è perso per strada, altri hanno fatto ritorno dopo periodi di assenza”, sottolinea Maria Dallapè, da sempre nelle file dei volontari dell’associazione presieduta da Marcello Comai e aperta tutto l’anno ogni giovedì sera. A conferma che la solidarietà muove i primi passi dall’essere assiduamente presenti nella vita altrui quando gravata dalle mille traversie legate alla dipendenza da sostanze psicoattive.

Gli albori dell’Acat di Padergnone risalgono al 1989, periodo in cui sbocciavano movimenti anti alcol a macchia di leopardo in tutto il Trentino. “Siamo nati con la precisa volontà di iniziare un cammino di astinenza dall’alcol che distrugge non solo la persona ma anche la famiglia e di conseguenza crea disagio nella comunità”, ricorda la signora Maria nell’apprezzare quanto compiuto da servitori-insegnanti ed enti locali.

In scia a loro, sono nati i circoli territoriali di Lasino e Vigo Cavedine ormai estinti, e il “Laghi Lamar di Terlago” attivo da ventidue anni. “Continuate così perché state facendo molto per le nostre comunità”, ha ringraziato il sindaco di Lasino Eugenio Simonetti prima di cedere la parola a Rosanna Bolognani, assessore alle politiche sociali della Comunità di Valle, riferendo un trend in lieve ascesa del fenomeno dell’abuso di sostanze tossiche nella striscia di territorio compresa tra Cavedine e Terlago.

Una piaga sociale ostica da arginare anche perché non semplice da stanare e approcciare tra le quattro mura domestiche. “La prevenzione deve partire dall’educazione al valore di ogni persona”, ha ammonito don Rodolfo Pizzolli attingendo al discorso di Papa Francesco al Parlamento europeo nei giorni scorsi. “Se siamo qui oggi è perché festeggiamo il coraggio di queste persone a riconoscere i proprio sbagli, distruttivi per se stessi e per i loro cari”.

A farne tesoro, il Gruppo giovani di Padergnone e S. Massenza attraverso il progetto denominato “Liberi di… Liberi da…” avviato a conclusione di un corso di educazione tra pari promosso dall’Azienda provinciale per i servizi sanitari. Elisa, Ilaria, Veronica, Elisa, Silvia sono state le portavoce dell’esperienza maturata insieme ad altri coetanei della zona, tra i banchi delle aule delle scuole medie di Vezzano e di Cavedine scelti, di concerto con la dirigente scolastica, per avvicinare i bambini al tema della prevenzione algologica mediante attività ludico formative di vario tipo. Affinché crescano sani e consapevoli fin da piccoli.

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