anno 90 - n° 06
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IL LIBRO - Ginettaccio e gli ebrei nel racconto del figlio Andrea

Salvezza sui pedali, l'impresa di Bartali

La libertà viaggiava sui pedali, quando Ginettaccio percorreva i 180 chilometri che separavano Firenze da Assisi trasportando, per conto del vescovo di Assisi, il trentino Giuseppe Placido Nicolini, e del cardinale di Firenze Elia Dalla Costa, documenti d'identità falsi, nascosti nel telaio della sua bicicletta. La "staffetta" del campione del ciclismo italiano Gino Bartali, che 70 anni fa correva non solo per se stesso ma anche per salvare dalla deportazione gli ebrei rifugiati ad Assisi, continua ancora oggi.

La vita del ciclista toscano è infatti narrata dal figlio Andrea in "Gino Bartali, mio papà" (Ed.Limina, 2012), libro presentato a Palazzo Geremia venerdì 30 gennaio nell'ambito delle iniziative previste per "Il Giorno della Memoria 2015" a Trento alla presenza dell'assessore comunale alla cultura Robol e del direttore della Fondazione Museo Storico del Trentino Ferrandi.

Parole chiave: ciclismo (276), Gino Bartali (4), Giorno della Memoria (13), Giusto tra le nazioni (2)

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