Nella guerra la disperazione

Per la prima volta a Trento il “Miserere” di Georges Rouault: al Museo Diocesano Tridentino una mostra per ricordare il primo conflitto mondiale ma allargare anche lo sguardo alle guerre e alle contraddizioni di oggi

In occasione del centenario della Grande Guerra il Museo Diocesano Tridentino non poteva non organizzare una qualche iniziativa. A cura di Domenica Primerano e Riccarda Turrina, allestita nelle sale del piano terra e accompagnata da un riflettuto catalogo, la mostra “Mio dolce paese, dove sei? – Mon doux pays, où êtes-vous?, Identità perdute da Rouault ai contemporanei espone per la prima volta a Trento il “Miserere” di Georges Rouault, un ciclo di 58 incisioni concepito negli anni della Prima Guerra Mondiale ma pubblicato solo nel 1948. Rouault (Parigi, 1871 – 1958), pittore e incisore espressionista “Fauves” è considerato dalla critica la testimonianza più intensa e significativa dell'artista francese, ritenuto “il più grande pittore religioso del Novecento”.

Ispirato al Salmo 51 (“Miserere mei, Deus …”), il ciclo pone al centro l’uomo calpestato, offeso, discriminato. Rouault condanna la miseria, la sofferenza, la guerra, che mostrano l’essere umano in tutta la sua fragilità e impotenza. Al contempo individua nel sentimento della compassione, della misericordia, mostrata da Cristo crocifisso, redento e redentore, la via d’uscita alle sofferenze dell’uomo.

Il ciclo viene attualizzato ponendolo in dialogo con alcune opere moderne in forte assonanza con esso. In primis diverse foto scattate al termine del primo conflitto mondiale per documentare i danni arrecati ai luoghi di culto (un centinaio!) della nostra regione. In quel territorio ferito e oltraggiato, in quei paesi desolati, molti abitanti delle valli del Trentino ebbero poi la possibilità di tornare. Un destino negato ai tanti profughi dei nostri giorni che, fuggendo da luoghi di guerra, di discriminazione e violenza, si chiedono senza risposta “Mio dolce paese, dove sei?”. Una domanda che racchiude tutto lo smarrimento, il senso di perdita e di vuoto di chi assiste impotente alla distruzione che ogni guerra porta con sé.

Secondo le curatrici della mostra, di fronte a tale tragedia siamo incapaci di esprimere quel sentimento al quale, molto probabilmente, anche gli sfollati della Grande Guerra fecero appello: la compassione. È proprio il richiamo ad un senso di solidale pietà il filo conduttore che raccorda i molti tasselli di questa mostra, un'iniziativa nata per ricordare il primo conflitto mondiale ma che, volutamente, intende allargare lo sguardo alle contraddizioni del nostro tempo, alla dimensione del dolore connessa ad altre situazioni di guerra, di discriminazione e violenza, che sfiorano appena il nostro quotidiano, ben protetto da rassicuranti abitudini.

Ancora, le incisioni di Rouault sono accompagnate da foto contemporanee quali quelle (Alfredo Jaar) di un profugo che percorre scalzo una striscia d'asfalto portando con sé, stretto in un fagotto, quel poco che ancora gli appartiene. O (Jean Revillard) dei disperati di Calais che, nella speranza di presto raggiungere l’Inghilterra, si nascondono in capanne di coperte e cartoni. In mostra sono presenti inoltre sculture di Simone Turra, artista trentino che dà vita a figure arcaiche, quasi mitiche, che in dialogo con quelle di Rouault, raccontano la dimensione tragica del dolore, i silenzi e gli abbandoni che accompagnano il vivere umano. Attraverso le armoniche soluzioni plastiche l’artista del Primiero “permette al fascino dell’antichità di emergere e nel contempo si fa portavoce di una quotidianità percepita come viaggio nelle mondo delle emozioni, le uniche in grado di sfrondare, attraverso il linguaggio dell’arte, le intemperie del tempo”.

La serata dell’inaugurazione, venerdì 18 settembre alle ore 21, sarà arricchita dall’intervento del fotoreporter Ugo Panella che presenterà al pubblico “Un’altra umanità”: un viaggio nella fotografia di denuncia e di impegno civile tratto dai suoi recenti reportages realizzati in vari luoghi del mondo (dall’Albania all’Afganistan, dalle Filippine all’Ucraina).

vitaTrentina

Lascia una recensione

avatar
  Subscribe  
Notificami
vitaTrentina

I nostri eventi

vitaTrentina