Le donne della bibbia

Da Eva a Maria, le figure femminili nei capolavori dell'arte. Una mostra a Illegio di Tolmezzo

L’essere umano è creato a immagine di Dio, anche nella sua corporeità. L’uomo e con lui la donna, essere a lui pari e complementare. Da Eva a Maria la donna biblica è sempre lì, al centro. Scorrendo il Libro, non possiamo evitare un’intrigante domanda: perché Dio, giocando mossa dopo mossa la partita della rivelazione, nei momenti decisivi sceglie di passare attraverso la storia di alcune donne? È da questo quesito che nasce “L’Ultima Creatura. L’idea divina del femminile”: una mostra d’arte di raro spessore allestita a Illegio di Tolmezzo (Udine), in continuità con una serie di analoghe memorabili esposizioni allestite negli anni scorsi dagli stessi curatori.

La mostra si divide in diverse sezioni. La prima presenta alcune grandi donne dell’Antico Testamento quali Sara e Agar, Rebecca e Rachele. Forti e determinate, nelle loro tende comandavano anche ai patriarchi, decidevano quale figlio dovesse ereditare la benedizione celeste o con quali serve i loro consorti dovessero unirsi carnalmente. Il loro tratto comune è la sterilità, eppure generano, addirittura in tarda età, a dispetto di ogni pronostico. È Dio stesso a intervenire in loro favore, a rendere possibile la fecondità miracolosa del loro grembo avvizzito. È il messaggio che non è nell’affermazione di sé che consiste la pienezza della gioia, ma nella scoperta che la nostra vita è custodita dalle mani di un Altro, e che essa diventa feconda nel momento in cui sappiamo affidarci a Lui, liberi dalla pretesa di avere tutto sotto controllo.

La seconda sezione è dedicata a Giuditta, Giaele e Ester: le salvatrici di Israele, donne audaci che coniugano ai massimi livelli audacia e fede, forza e grazia. Per il bene di tutto il loro popolo. La terza e la quarta sezione approfondiscono la questione della bellezza. Giuditta, Dalila e Giaele insieme a Ester e a Susanna ci spingono a meditare sul nesso e sulla differenza tra la bellezza esteriore e la suprema bellezza, quella della virtù, senza la quale l’avvenenza corporea non è che una pericolosa maschera. La quinta sezione è dedicata a Eva, l’idea divina del femminile, l’ultima creatura plasmata, l’atto finale. Con lei ci viene manifestato l’intento sublime del Creatore, che volle la donna davanti a sé e davanti al maschile per indicarci chi siamo noi e dove Lui intenda arrivare.

Attraverso quali quadri vengono trattati tali argomenti? Quali autori sostengono tali riflessioni? Iniziamo con Pompeo Girolamo Batoni, Francesco Solimena e Francesco Hayez, nella seconda sezione Jacopo Bassano, Rubens, Piazzetta, Caravaggio, Orazio Gentileschi e ancora Pinturicchio, Carl Loth, Sebastiano Ricci, Veronese, Francesco Messina … sono capolavori provenienti da Milano, Napoli, Roma, Firenze, Venezia … Cosa si vuole di più? Alcune mostre si apprezzano perché presentano quadri belli a vedersi, che riempiono gli occhi di colori e suggestioni e altre che risultano gradevoli perché costituiscono una preziosa opportunità di riflettere su questo o quel tema in modo intrigante. Ma sono rare le mostre dove sono presenti alla pari e insieme entrambi tali aspetti. Questa è una di quelle. Insomma, una mostra da non perdere.

“L’Ultima Creatura. L’idea divina del femminile”. Illegio di Tolmezzo (UD), Casa delle Esposizioni, fino al 4 ottobre, da martedì a sabato, ore 10–19; domenica ore 9.30–19.30; lunedì solo gruppi su prenotazione. Info: 0433.44445 / pieve_tolmezzo@libero.it / www.illegio.it

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