anno 91 - n° 27 - Zuppa inglese
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DIETRO LE QUINTE DEL LUNGOMETRAGGIO “SEE YOU IN TEXAS”

Roncone come il Texas,“la nostra vita è un film”

Forse nemmeno loro credevano che la loro vita, così semplice, potesse diventare un film. Silvia Beltramolli e Andrea Bazzoli sono due giovani ragazzi, 26 anni lei, 25 lui, e gestiscono una fattoria di suini e cavalli a Roncone, nella valle del Chiese. Una quotidianità, sempre a contatto con la terra e gli animali, così normale da trasformarsi in una pellicola.

Percorsi: animali - cinema - fiction - territorio
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Due giovani trentini sono stati scelti per una fiction: “Così abbiamo recitato, al naturale...

Silvia e Andrea con i cavalli della loro fattoria di Roncone.

Silvia e Andrea con i cavalli della loro fattoria di Roncone.

Forse nemmeno loro credevano che la loro vita, così semplice, potesse diventare un film. Silvia Beltramolli e Andrea Bazzoli sono due giovani - 26 anni lei, 25 lui – che gestiscono una fattoria di suini e cavalli a Roncone, nella valle del Chiese. Le loro giornate trascorrono tra sveglie alle 3.30 del mattino, sudore e risate tra le balle di fieno, forme di formaggio e pane fatto in caso. Una quotidianità, sempre a contatto con la terra e gli animali, così normale da trasformarsi in una pellicola.

 A notare la coppia per la prima volta nel 2013 è stato Michele D’Attanasio, direttore della fotografia per metà trentino e per l’altra abruzzese. In quel periodo, sempre dalle parti di Tione, stava girando «La foresta di ghiaccio» e gli serviva un bar dove fare alcune foto. «È lì che ho conosciuto Silvia e Andrea. Dopo aver passato con loro tutta la sera, mi hanno invitato a vedere quello che facevano nella loro fattoria. Erano le tre di notte, quando me lo hanno detto, ma alle nove del giorno dopo mi stavano già aspettando . La stessa ragazza che la notte prima si divertiva in discoteca, spalava letame con la stessa naturalezza» racconta D’Attanasio che, dopo quel giorno, si è messo subito in contatto con un amico regista per vedere se dalla vita dei due giovani poteva svilupparsi un progetto cinematografico. Quasi due anni dopo nel febbraio 2015, ci fu il primo ciak di “See you in Texas”. Un lungometraggio diretto da Vito Palmieri che, pur essendo appena uscito, ha già vinto il premio per il pubblico del Biografilm di Bologna e il Gran Prix alla 19°edizione dello Shanghai International Film Festival, una sorta di Cannes d’Oriente. Ad essere apprezzata dai giudici cinesi è stata proprio «la naturalezza della scrittura e la verità dei dialoghi».

Alla storia dei due ragazzi viene aggiunto qualche elemento romanzato, nel film lei ha una passione per il reining, una disciplina equestre e sogna di andare alcuni mesi in Texas, per diventare ancora più brava. Nella realtà tutti e due amano questa pratica tipicamente americana, e sperano un giorno di aprire una scuderia tutta loro. Ad una carriera cinematografica, invece, non ci avevano mai pensato. «Quando Michele ci ha proposto di fare un film, credevamo che scherzasse. Solo dopo abbiamo capito che faceva sul serio. All’inizio non è stato facile, continuavamo a fissare le telecamere e alcune scene erano un po’ imbarazzanti, ma alla fine ci siamo divertiti un sacco. Non abbiamo dovuto imparare un copione. I dialoghi erano naturali, così come ci venivano» racconta Silvia che ha conosciuto Andrea sei anni fa. Si è fermato con il suo cavallo davanti al bar in cui lavorava, e da lì è stato subito amore. Poi c’è stata la scelta di trasferirsi da lui, nella sua fattoria di famiglia. E oggi non rimpiange nulla, la vita all’aria aperta fa parte del suo dna e non potrebbe più farne a meno. «Non ci sentiamo diversi dagli altri - spiega Andrea -. Oltre alla fattoria, riusciamo a concederci anche qualche svago, come tutti i giovani». Continuano a frequentare Il Caval Negher, proprio come quando Michele D’Attanasio li ha incontrati per la prima volta, e la loro quotidianità non è cambiata, neanche dopo See you in Texas. «Vedere la nostra storia in un film è stranissimo - racconta Silvia -, però siamo andati avanti comunque con la nostra ‘bella vita’, non è cambiato niente».

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