Tossicodipendenze, fenomeno dirompente

1979. Alcune siringhe piantate su un albero nel parco di San Marco. Foto Gianni © Zotta
Le siringhe piantate su un albero nel parco di San Marco, a Trento (1979), dicono quanto fosse dirompente fin dal 1970, anche in Trentino, il fenomeno delle tossicodipendenze. Tra le prime vittime dell’eroina colpì, data anche la giovane età, la morte di un ragazzo di 14 anni (“Paoletto”) trovato senza vita il 13 giugno 1975 nella stanza dell’albergo “Posta” vicino alle Poste centrali a Trento. Con lui anche due ragazze che morirono per droga pochi mesi dopo.

Quell’anno, i tossicodipendenti accertati, consumatori abituali di droghe pesanti, erano già più di cento. Nel 1980 i giornali pubblicarono la cifra di 240 tossicodipendenti in provincia di Trento. Furono istituiti i Centri antidroga, le comunità terapeutiche, l’Associazione delle famiglie dei tossicodipendenti, il Sert, il servizio sanitario per la distribuzione del metadone.

Trento divenne il crocevia del traffico internazionale di droga. Il 16 dicembre 1980, nei vigneti accanto all’hotel Karinhall, a Mattarello, la Guardia di finanza recuperò due bidoni con oltre un quintale di eroina. Ne scaturì un’inchiesta internazionale condotta dal giudice istruttore Carlo Palermo (1947). Il magistrato, il 2 aprile 1985 sarebbe sfuggito a un attentato di mafia con un’autobomba, fatta esplodere al passaggio della sua vettura sull’autostrada vicino a Trapani, in Sicilia. In quello scoppio persero la vita Barbara Rizzo Asta e i suoi due gemelli di 6 anni, Giuseppe e Salvatore.

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