anno 91 - n° 35 - Coraggio Italia!
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Una visita all'insegna dello scambio con le diocesi

Segni di speranza in Etiopia

Abbiamo molto da imparare dalla dignità espressa dalle persone che abbiamo incontrato. La collaborazione tra le Caritas avviene all’insegna dello scambio. Gli amici etiopi ci insegnano a vivere la vita come un dono”. È la sintesi di una settimana di incontri fra i rappresentanti di tre diocesi: quella di Meki, in Etiopia, quelle di Trento e di Bolzano-Bressanone.

Percorsi: Africa - Etiopia - missione
Parole chiave: Alto adige (501), etiopia (51)
Meki - L’asino, uno dei “regali solidali” - 08/2016

Meki - L’asino, uno dei “regali solidali” - 08/2016

Meki/Bolzano – “Abbiamo molto da imparare dalla dignità espressa dalle persone che abbiamo incontrato. La collaborazione tra le Caritas avviene all’insegna dello scambio. Gli amici etiopi ci insegnano a vivere la vita come un dono”. È la sintesi di una settimana di incontri fra i rappresentanti di tre diocesi: quella di Meki, in Etiopia, quelle di Trento e di Bolzano-Bressanone. Nella delegazione il vescovo emerito Luigi Bressan, il vescovo altoatesino Ivo Muser, i direttori dei centri missionari, Wolfgang Penn e don Giuseppe Caldera, i direttori della Caritas di Bolzano-Bressanone. Accolti ad Addis Abeba dal vescovo di Meki Abraham Desta, nella capitale gli ospiti hanno potuto incontrare, tra gli altri, i responsabili della Caritas Etiopia e dei vari servizi pastorali nazionali, dalla comunicazione al dipartimento Giustizia e pace. Pur rappresentando in Etiopia la Chiesa cattolica solo l’1 per cento, essa è una presenza riconosciuta a livello sociale e significativa sul piano della promozione della pace, del dialogo, della dignità e della promozione umana. Un’impressione, questa, confermata nei colloqui con i rappresentanti dell’Università cattolica con l’arcivescovo di Addis Abeba, cardinale Barhaneyesus Demerew e con tanti altri.

Mentre mons. Bressan e don Caldera si dirigevano ai campi profughi sul confine con l’Eritrea, il gruppo altoatesino partiva alla volta di Meki.

L’Etiopia è un grande Paese di quasi cento milioni di abitanti. Ha grandi tradizioni sul piano storico e religioso. Si compone di diversi gruppi culturali, suddivisi in oltre ottanta etnie. Vi convivono cristiani ortodossi, evangelici e cattolici, ebrei, musulmani, adepti delle religioni tradizionali. È una scuola di convivenza e naturalmente non mancano i conflitti che nascono da ragioni molto complesse, non ultima la mancanza di piene forme di partecipazione alla comune responsabilità politica.

Nei due anni passati l’Etiopia è stata colpita da una grave siccità che ha messo a dura prova la capacità di reazione delle istituzioni e dei gruppi sociali. Oggi, con la stagione delle piogge, il Paese sembra rinato, anche se serve ancora molto lavoro per ristabilire appieno le scorte alimentari e agricole necessarie ad una ripresa adeguata della produzione e della vita.

Quanto alla collaborazione che arriva da Bolzano-Bressanone si è potuta verificare l’efficacia delle risorse messe a disposizione a seguito delle campagne “Regali solidali” e “La fame non fa ferie”. Con i “Regali solidali” si sostengono interventi tesi a promuovere l’autonomia delle persone e lo sviluppo comunitario. Grazie a “La fame non fa ferie” si prevengono le conseguenze altrimenti disastrose della carenza alimentare, dovuta in modo particolare all’ultima siccità.

“I progetti attuati in questi anni – dicono alla Caritas diocesana – hanno contribuito allo sviluppo delle persone nel senso di una maggiore autonomia, della prevenzione della fame e della capacità di camminare con le proprie gambe”.

Segni di speranza in Etiopia
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