Un paesaggio da raccontare

I giovani di “Tell your landscape 2.0”
“La carta geografica, insomma, anche se statica, presuppone un’idea narrativa, è concepita in funzione d’un itinerario, è un’odissea”. Lo scriveva Italo Calvino sulle pagine di Repubblica del 1980, e sempre da questa frase, che ha ispirato generazioni di viaggiatori, è partito un gruppo di giovani esploratori, decisi a mappare il territorio di Brentonico e del parco del Baldo.

Si chiama “Tell your landscape 2.0” ed è un progetto realizzato dall’associazione HumUs assieme al piano giovani di zona dei Quattro Vicariati. Una specie di corso, partito a maggio e terminato con la presentazione dei risultati nelle ultime settimane, per imparare a descrivere il territorio attraverso le nuove tecnologie. A partire dai social, come Facebook e Instagram, fino ad arrivare alla mappatura Openstreet, alla fotografia digitale attraverso Flickr. Tanti strumenti diversi per dare vita ad uno dei mezzi promozionali più vecchi di tutti i tempi, le storie.

Perché dietro un percorso, c’è sempre un aneddoto da raccontare, una storia da condividere. “Siamo partiti dall’osservazione che l’area del Baldo non ha una comunicazione giovane, e spesso viene sottovalutata. Siamo invece convinti che abbia grandi potenzialità, soprattutto anche per chi vuole viversela al di là della mera prestazione fisica che si può fare in montagna. Così abbiamo chiesto ai ragazzi, che gravitano da queste parti, di utilizzare questo progetto per raccontare ad altri, semplicemente, che casa loro è bella”, spiega Luana Silveri di HuMus.

Di fatto una piccola realtà, nata un anno fa, con sede a Trento, composta da una ventina di persone, tra sociologi, ricercatori, informatici, ecologi ed esperti d’arte, e con già diverse idee da testare sul campo che riguardano il territorio e la sua messa in rete. “Abbiamo fatto una serie di incontri – continua Silveri -: siamo partiti dalle basi più tecniche, cercando di trasmettere al gruppo tutte quelle competenze necessarie a promuovere un territorio, e lavorando sul concetto di riappropriazione della propria identità”.

Ad accompagnare una decina di ragazzi alla scoperta del Baldo si sono susseguite diverse personalità. Fotografi, esperti di dati open, lo staff di Portobeseneo che ha organizzato un laboratorio di mappatura partecipativa e guide locali. “I partecipanti hanno mappato alcuni luoghi di interesse, come realtà economiche locali e percorsi significativi, ed hanno costruito due tracciati escursionistici con informazioni, immagini e video. Il tutto poi è stato condiviso sul software libero di Umap, che permette di scaricare e modificare tutti i contenuti geografici inseriti. Chiunque può dare un’occhiata al loro lavoro, e percorrere i nuovi sentieri battuti, scritti e girati dai ragazzi – continua Silveri – che qualche giorno fa, assieme a questi esploratori, ha consegnato al Comune di Brentonico i due nuovi percorsi raccontati dai partecipanti di Tell you Landscape 2.0”.

Piccole chicche narrative che già altre realtà trentine hanno adocchiato e vogliono subito sperimentare. «Stiamo per realizzare lo stesso progetto su Pergine, assieme ai ragazzi delle superiori Marie Curie nei percorsi alternanza scuola-lavoro – aggiunge la ricercatrice -. Vogliamo lavorare non solo sulle mappe turistiche, visto che potenzialmente possiamo mappare ogni cosa, e presto – conclude – ci concentreremo anche sul tema della memoria dei luoghi”.

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