anno 91 - n° 44 - Un'onda che ritorna
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L'arcivescovo per il Giubileo

Sulle spalle del Padre

“Fare l'esame di coscienza sulla nostra vita è l'unico modo per essere veri, altrimenti siamo solo maschere che camminano, e dirsi la verità è un'operazione bella, da fare all'ombra dell'amore di Dio".

Tisi: “La riconciliazione poggia sulla misericordia di Dio”

Trento - Il vescovo Lauro al cimitero nel giorno di Ognissanti. - 01/11/2016 - Gianni Zotta

Trento - Il vescovo Lauro al cimitero nel giorno di Ognissanti. - 01/11/2016 - Gianni Zotta

"Fare l'esame di coscienza sulla nostra vita è l'unico modo per essere veri, altrimenti siamo solo maschere che camminano, e dirsi la verità è un'operazione bella, da fare all'ombra dell'amore di Dio: guardando le stupende immagini della nuova Via Crucis contempliamo l'amore che ci viene incontro e ci incoraggia a camminare, un amore che ha il potere di trasformare la nostra vita che rischia di attorcigliarsi su se stessa in una fonte di gioia come quella sperimentata da Maria di Magdala che va ad annunciare la risurrezione di Gesù in Galilea". È questo il senso del sacramento della riconciliazione indicato dal Vescovo Tisi durante la veglia di preghiera dedicata alla penitenza, celebrata nella Giornata del perdono e della misericordia venerdì 28 ottobre in Duomo a Trento.

"In questi anni - ha esordito l'Arcivescovo -, Papa Francesco ci ha insegnato a usare il verbo uscire, ma non deve diventare uno slogan, né essere inteso come un dover fare: uscire non è questione di agire ma di essere e riguarda la struttura della persona che, nell'uscire da se stessa, produce vita e futuro". Questa è l'operazione con cui abbiamo a che fare per tutta la vita, la più impegnativa: "Sul sentiero dell'uscita possiamo provare gioia quando avviene, ma più spesso avvertiamo la vertigine e la paura che fa tornare in se stessi perché per realizzarla bisogna affidarsi. In questo verbo - ha proseguito -, vi è la narrazione autobiografica della vita di Dio: nel libro dell'Esodo leggiamo che ha udito il grido del suo popolo ed è sceso a liberarlo, in quello della Genesi che passeggiava nel giardino con Adamo ed Eva, fino all'uscita del Padre che si è compiuta nel Figlio di Dio".

Il Vescovo ha poi sottolineato che se ci basiamo solo sul nostro impegno, facciamo ben poca strada: "La riconciliazione poggia sulle spalle del Padre non sulla nostra buona volontà, è Lui che passa e noi dobbiamo lasciare che ci prenda per mano come ha fatto Zaccheo. Essa è incontro con Dio che ti dice di alzarti e camminare e ti conforma a Lui, perciò chiediamo di diventare cristiani, ossia di rivestirci dei sentimenti e dell'agire di Cristo, sperimentando che l'uomo diventa Dio non perché acquista poteri straordinari ma quando è capace di uscire da sé e di chinarsi misericordioso sull'altro".

La celebrazione è proseguita con l'esame di coscienza comunitario che ha preceduto il momento della confessione individuale, ripercorrendo le opere di misericordia corporale e spirituale indicate da Papa Francesco, mentre monsignor Tisi sostava con la croce in preghiera lungo le 14 stazioni della Passione benedicendo la nuova Via Crucis realizzata dallo scultore gardenese Paul Dë Doss Moroder e voluta dal Capitolo della Cattedrale a memoria del Giubileo straordinario della Misericordia.

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