Trento e Rovereto rilancianoi Fondi di solidarietà

Dalle due iniziative dei decanati un aiuto concreto a singoli o famiglie in crisi per mancanza di lavoro. “Non solo assistenza ma anche educazione alla sobrietà”

Per dare una mano a tante famiglie trentine in difficoltà la formula dei Fondi di solidarietà attivata dal decanato di Rovereto e, insieme, dai decanati di Trento, Povo e Mattarello si sta rivelando in pochi anni davvero azzeccata e apprezzata. Tanto che sono cresciute sensibilmente le donazioni, in gran parte provenienti anche da privati a conferma di una “fiducia” anche nella buona gestione di questi contributi.

Un bilancio è stato offerto alla stampa mercoledì 23 novembre dal coordinatore del Fondo roveretano Graziano Manica e del Fondo trentino Tommaso Sussarellu (subentrato a gennaio a Gianni Benedetti) che sono stati ringraziati dai decani don Sergio Nicolli e don Claudio Ferrari per la disponibilità nella gestione assieme ad una cinquantina di volontari. Il direttore della Caritas diocesana Roberto Calzà ha confermato lo scambio continuo tra queste realtà e le altre iniziative caritative, compresa la formula del credito solidale attivata in collaborazione con alcuni istituti di credito.

L’accesso ai Fondi, la cui attività è disciplinata da un regolamento di gestione, avviene normalmente attraverso domande di aiuto economico raccolte dai Punti di Ascolto Parrocchiali (PAP) e dai Centri di ascolto (CedAS) della Caritas o dalle conferenze di San Vincenzo. I criteri per l’erogazione dei contributi sono ormai chiari:     maggiorenni residenti o domiciliati da almeno un anno nel territorio dei decanati;  condizioni di oggettiva e temporanea difficoltà economica con priorità a chi ha perso il lavoro, non solo dipendente, negli ultimi 36 mesi ed ha esaurito la possibilità di accesso agli “ammortizzatori sociali”; difficoltà economiche dovranno essere riconducibili a spese urgenti o fondamentali per la gestione del proprio quotidiano (affitti, bollette, spese mediche, istruzione propria o dei figli, ecc.). Nel corso del colloquio deve essere presentato anche estratto conto bancario o postale degli ultimi sei mesi e un proprio bilancio famigliare, che rappresenta spesso il punto di partenza per una valutazione più consapevole della propria condizione di disagio.

Il contributo a fondo perduto può essere concesso, una sola volta per anno (a parte situazioni straordinarie), nella misura massima di mille euro e correlato, ove possibile, ad altre forme di sostegno economico dei PAP, dei CedAS e della San Vincenzo. Va ricordato che il contributo è sempre erogato in forma indiretta, assumendosi direttamente il Fondo le spese per le quali è stato richiesto e mai in forma di erogazione diretta al richiedente. Ecco alcuni dati emersi da questi primi anni.

DECANATO DI ROVERETO

Il Fondo straordinario di solidarietà di Rovereto, dall'inizio nel febbraio 2013 a oggi, ha ricevuto entrate per complessivi 503.500 euro. Derivano da erogazioni in denaro provenienti da: privati cittadini per il 50,5%, raccolte fondi delle parrocchie per il 20%, enti privati per il 12% e da associazioni per il 7,5%.

Sono stati erogati contributi per euro 479.500 (dato aggiornato al 15 novembre 2016), a copertura di affitti privati (202.500 euro), Itea (85.000), Trenta (72.000),  Spese condominiali (45.000), Sanità (15.000), Varie (60.000).

Su 720 pratiche esaminate, 648 sono state accolte (90%), 72 respinte. I contributi sono andati nel 60% dei casi a italiani, per il 40% a stranieri. 

Il Fondo di Rovereto contribuisce al progetto diocesano “Ridare speranza” per il reinserimento lavorativo ed ha sostenuto anche l’avviamento di 9 pratiche nell’ambito del credito solidale,  oltre all’accompagnamento nella gestione del bilancio famigliare in casi di pesanti situazioni.

FONDO DECANATO DI TRENTO (con POVO E MATTARELLO)

Dalla primavera 2014, inizio attività, le entrate del Fondo ammontano a complessivi euro 291.000. Derivano da erogazioni in denaro provenienti: da raccolte fondi delle parrocchie per il 36,7%, da privati cittadini per il 34,5% e da enti privati (Arcidiocesi di Trento, UCID, Lions Club Trento, Cassa Centrale e Cassa Rurale di Trento, Federazione Scuole Materne e altri).

Complessivamente sono stati erogati contributi per 211.531 euro (dato aggiornato al 31 ottobre 2016), a copertura principalmente di affitti, spese condominiali e utenze domestiche. La disponibilità del Fondo ammonta attualmente ad euro 79.467.

Le domande complessivamente esaminate sono 448 (237 di italiani di cui 78 nel 2016), 211 di stranieri (75 nel 2016) di cui 303 accolte (164 italiani, 139 non italiani).

I contributi per affitti e spese condominiali nel periodo 2014/15 sono l’80,4% mentre nel 2016 sono il 72,5%;  i contributi per utenze domestiche nel 2014/15 sono l’11,5% mentre nel 2016 sono il 18,88%.

Le domande relative a contributi per la “casa” (affitto, condominio, utenze) hanno raggiunto il 91,9% nel 2014/15 e il 91,38% nei primi dieci mesi del 2016.

Nel dettaglio del 2016 (in termini percentuali in linea con gli anni precedenti):  affitti ITEA 23.389 euro (36,65%), affitti privati 14.179 euro (22,22%), utenze domestiche 12.049 (18,88%), spese condominiali 8.696 euro (13,63%), mense scolastiche-asili nido-istruzione 3.232,94 euro (5,06%), spese sanitarie-rinnovi permessi soggiorno-spese legali 2.254 euro (3,53%).

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