anno 92 - n° 06 - Chiamati ad uscire
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Lettera a Papa Bergoglio

“Caro Francesco, continua a seminare speranza”

Oltre che alla Chiesa di Trento, i missionari trentini in America Latina hanno scritto anche a papa Francesco. La lettera contiene parole di incoraggiamento a Bergoglio per la sua azione.

Parole chiave: missione (1124), Brasile (199), Ecuador (49), Bolivia (66), diocesi di Trento (2168), fidei donum (38), Papa Francesco (547)
Maceiò (Alagoas, BR) - L'incontro dei missionari trentini in America Latina. - 04/02/2017 - Vita Trentina

Maceiò (Alagoas, BR) - L'incontro dei missionari trentini in America Latina. - 04/02/2017 - Vita Trentina

Oltre che alla Chiesa di Trento, i missionari trentini in America Latina hanno scritto anche a papa Francesco, in occasione della festa della Vita Consacrata, dopo aver condiviso una sua meditazione. Il testo – che contiene parole di incoraggiamento a Bergoglio per la sua azione, oggetto di critiche e attacchi, rinnovatisi in questi giorni con l'affissione a Roma di beceri manifesti (si veda a pagina 13) – è in spagnolo, la traduzione in italiano è nostra.

Carissimo Papa Francesco,

siamo i rappresentanti di operatori pastorali nati nella diocesi di Trento (Italia) che vivono in America Latina. Siamo consacrati al Signore, tutti battezzati, alcuni con voti religiosi, altri con il sacramento dell'Ordine, altri con il matrimonio e tutti con il desiderio di servire il popolo. La nostra età varia dai 50 ai 90 anni. Viviamo in Brasile, Bolivia, Ecuador... Ogni due anni la nostra Chiesa di origine ci fa incontrare per rafforzare il nostro mandato missionario ed i nostri legami di fratellanza.

Ora siamo riuniti a Maceiò (Brasile).

Il 2 febbraio abbiamo condiviso la tua meditazione in occasione della festa della Vita Consacrata; facciamo nostro il tuo invito ad accogliere Gesù nelle nostre braccia per metterlo al centro del popolo, a sognare, ad essere profeti e a condividere la speranza che viene dalla consapevolezza di essere perdonati e a non cadere nella tentazione di sopravvivenza.

Così come vogliamo assicurarti la preghiera che sempre ci chiedi quando ci rivolgi le tue parole, vorremmo anche chiedere la tua preghiera affinché possiamo riconoscere come Dio cammina per le strade delle nostre città, villaggi e quartieri, e affinché sappiamo assumerci e desiderare portare la croce dei nostri fratelli; desideriamo toccare le piaghe di Gesù nelle ferite del mondo, le piaghe di questo Gesù ferito che anela a risorgere.

Caro Papa Francesco, siamo confortati e incoraggiati dalle tue parole e dalla tua testimonianza di coraggio e semplicità, e vorremmo condividere con te la nostra gratitudine a Dio per il dono che la tua persona ha fatto alla Chiesa e per l'incoraggiamento che ognuno di noi riceve dalla tua testimonianza.

Che il Signore ci trasformi “in una vera esperienza di fraternità, in una carovana solidale, in un santo pellegrinaggio, generando speranza” in mezzo alla sofferenza del nostro popolo, e che continui a ricordarsi della Sua Chiesa, dandoti la forza di continuare ad accogliere tra le tue braccia il bambino Gesù per metterlo in mezzo al popolo.

Abbi fiducia nelle nostre preghiere e prega per noi.

Maceio, 2 febbraio 2017

* * *

Muy querido y recordado Papa Francisco:
Somos los representantes de los agentes de pastoral nacidos en la Diócesis de Trento - Italia que viven en América Latina. Somos consagrados y consagradas al Señor, todos por nuestro bautismo, unos por los votos religiosos, otros por el sacramento del Orden, otros por el del Matrimonio y todos por el deseo de servicio al pueblo. Nuestra edad va de los 50 a los 90 años. Vivimos en Brasil, Bolivia, Ecuador… Cada dos años nuestra Iglesia de origen nos reúne para reforzar nuestro envío misionero y nuestros lazos de hermandad. Estamos ahora reunidos en Maceió – Brasil.
Aquí congregados, el dos de febrero nos alcanzó tu meditación en ocasión de la fiesta de la Vida consagrada; hacemos nuestra tu invitación a acoger entre nuestros brazos a Jesús para ponerlo en el medio del pueblo, a soñar y profetizar compartiendo la esperanza que nace de la conciencia de sabernos perdonados, a no caer en la tentación de la sobrevivencia.
Así como queremos asegurarte la oración que tú siempre nos pides cuando nos diriges tus palabras, quisiéramos también pedir tu oración para que sepamos reconocer cómo Dios camina por las calles de nuestras ciudades, aldeas y barrios; sepamos asumir y deseemos cargar con la cruz de nuestros hermanos; deseemos tocar las llagas de Jesús en las llagas del mundo, las llagas de este Jesús herido que ansía resucitar.
Querido Papa Francisco, nosotros somos consolados y animados por tus palabras y tu testimonio de audacia y sencillez y quisiéramos compartir contigo nuestro agradecimiento a Dios por el regalo que con tu persona ha hecho a la Iglesia y por el aliento que cada uno de nosotros recibimos de tu testimonio.
Que el Señor nos transforme “en una verdadera experiencia de fraternidad, en una caravana solidaria, en una peregrinación santa, generadora de esperanza” en medio de los sufridos de nuestro pueblo, y que se siga acordando de su Iglesia dándote fuerzas para que sigas recibiendo entre tus brazos al Niño Jesús para ponerlo en el medio del pueblo.
Confía en nuestras oraciones y reza para nosotros.

Maceio, 2 febbraio 2017

(Testo originale in spagnolo)

“Caro Francesco, continua a seminare speranza”
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