anno 92 - n° 09 - L'integrazione si impara
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Besenello - Presentato venerdì il fondo di solidarietà istituito dalla parrocchia di Sant'Agata, dal Comune e dalla Caritas decanale

“Nessuno deve rimanere indietro”

Presentato venerdì scorso il fondo di solidarietà istituito dalla parrocchia di Sant'Agata, dal Comune e dalla Caritas decanale

Parole chiave: Caritas decanale (5), Territorio (19022), povertà (359), disagio (277), fondo di solidarietà (5)

Presentato venerdì scorso il fondo di solidarietà istituito dalla parrocchia di Sant'Agata, dal Comune e dalla Caritas decanale

Besenello - Panoramica del paese - - Massimo Ferrari

Besenello - Panoramica del paese - - Massimo Ferrari

L'abbraccio della comunità per uscire dai momenti difficili. Venerdì 24 febbraio a Besenello è stato presentato il fondo di solidarietà, istituito dalla parrocchia di Sant'Agata, dal Comune e dalla Caritas decanale. Sulla base dell'esperienza avviata nel 2013 a Rovereto – e che in tre anni ha raccolto più di 500 mila euro - anche la comunità della Sinistra Adige ha voluto muoversi in prima persona per sostenere i suoi cittadini in situazioni di disagio.

L'iniziativa ruota attorno all'istituzione di un conto corrente a nome della parrocchia, ma non si esaurisce nella mera raccolta di fondi. Un comitato di gestione che rappresenta le tre anime del progetto, e i cui membri rimangono segreti, raccoglierà le esigenze del territorio attraverso il Punto di ascolto parrocchiale di Nomi, coordinando gli interventi e, soprattutto, verificando l'effettivo utilizzo degli aiuti erogati. Il fondo servirà a coprire le spese impreviste, come quelle mediche, ma anche quelle fisse, come affitto e utenze, oltre a erogare buoni spesa.

“Questa iniziativa è nata perché ce n'era bisogno. Dopo anni di crisi economica molte persone hanno esaurito gli aiuti parentali e quelli di vicinato. Nessuno deve rimanere indietro”, spiega il parroco di Besenello, don Roberto Ghetta. La chiave del successo del fondo di solidarietà è riuscire a mettere assieme le abilità dei suoi fondatori: il Comune ha i contatti istituzionali, la parrocchia si può muovere con agilità e conosce intimamente i residenti, mentre la Caritas ha una grande esperienza specifica nel trattare il disagio.

“Raccogliere i soldi è la parte più facile, – prosegue il parroco - più difficile è andare a costruire una rete solida attorno ai bisognosi, che spesso per vergogna evitano di chiedere aiuto”. Assieme alle istituzioni, anche le associazioni del paese sono state chiamate ad andare in prima linea: una risposta affermativa è già arrivata da Avulss e Gruppo missionario. “Il fondo vuole rafforzare il senso di comunità”, sottolinea la vicesindaca Roberta Rosi. “La questione della Pirubi ha contribuito a tenerci uniti, ma dobbiamo continuamente lottare contro l'indifferenza”.

Attualmente l'iniziativa riguarda solo Besenello, ma è probabile che, una volta avviata, si allarghi anche alla parrocchia di Calliano, sempre amministrata da don Roberto. “Chi viene a conoscenza di una situazione difficile può segnalarla al comitato di gestione. Poi - conclude don Roberto Ghetta - ci sarà qualcuno che seguirà da vicino la persona e la aiuterà ad amministrare il bilancio famigliare”.

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