anno 93 - n° 14 - Che pasta, raga!
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Il film su Alganesh Fessaha

Una speranza all’orizzonte

Viene presentato martedì 10 aprile alle 20.30, al supercinema Vittoria di Trento, il film Alganesh – All'orizzonte una speranza, realizzato da Aurora Vision su incarico del Centro Missionario Diocesano di Trento.

Parole chiave: Cinema (1216), Alganesh Fessaha (6), migrazioni (1022), Centro missionario (53)
La locandina del film su Alganesh Fessaha.

Viene presentato martedì 10 aprile alle 20.30, al supercinema Vittoria di Trento, il film Alganesh – All'orizzonte una speranza.

Realizzato da Aurora Vision su incarico del Centro Missionario Diocesano di Trento, il film documenta l'opera di soccorso umanitario della dottoressa Alganesh Fessaha nei confronti dei profughi eritrei in fuga da una dittatura che ha ridotto il Paese a una prigione.

Eritrea di Asmara naturalizzata italiana, specializzata in medicina ayurvedica, la dottoressa Fessaha opera da anni nei punti caldi dell'esodo africano, nel Sinai tra Egitto e Israele dove i profughi cadono nelle mani dei beduini e vengono torturati per estorcere riscatti ai parenti rimasti in patria, sulle tratte libiche, a Lampedusa.

Il film, diretto da Lia e Marianna Beltrami, mette a fuoco la situazione al confine tra Etiopia ed Eritrea, nei campi profughi che accolgono un milione di persone tra eritrei, somali, sud-sudanesi e congolesi. Il campo di prima accoglienza di Endabaguna, dove sempre più spesso arrivano minori non accompagnati, che hanno dai 4 ai 16 anni. Il campo dei Kunama, perseguitati da sempre, arrivati già 17 anni fa e ora senza alcuna prospettiva. Il campo di Mai Ayni, dove i profughi trovano qualche speranza nel lavoro svolto dall’associazione Ghandi, sostenuta anche dal Centro Missionario Diocesano di Trento: i bambini ricevono un pasto caldo al giorno e assistenza sanitaria, gli anziani vengono a prendere ogni mese una saponetta e una manciata di grani di caffè.

L'associazione Gandhi con cui la dottoressa Fessaha collabora, è stata fondata nel 2003 in Costa d'Avorio da un gruppo di professionisti africani con lo scopo sensibilizzare l'opinione pubblica sul problema dei minori abbandonati, della condizione della donna in Africa sub sahariana e della tratta di esseri umani. Il Centro Missionario diocesano di Trento ha supportato il progetto Un pasto al giorno per 600 bambini nel campo profughi di Mai Ayni dal 2012 al 2015.

Venerdì sera, al Vittoria, la proiezione sarà introdotta dalla stessa Alganesh. L'iniziativa è del Centro Missionario che, accanto alla normale attività, propone ogni anno alla comunità trentina un progetto solidale da sostenere. Non si tratta solo di raccogliere fondi, ma di invitare a riflettere su situazioni problematiche nel mondo.

Negli ultimi due anni, dopo il progetto “Un pasto al giorno per ogni bambino”, ha scelto di sostenere i progetti portati avanti dai gesuiti e dalle suore comboniane in Giordania con i rifugiati siriani, iracheni, sudanesi ed eritrei. Nell'anno in corso, invece, l’attenzione è rivolta al Pakistan e in particolare agli schiavi delle fabbriche di mattoni.

Una speranza all’orizzonte
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