anno 93 - n° 22 - Il punto fermo
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Prosegue sul settimanale il dibattito avviato in sala

Bilancio, botta e risposta

Sabato nell'aula magna dell'Arcivescovile si sono raccolte le domande dei presenti inviate attraverso WhatsApp. Per motivi di tempo, alla prime due l'economo Puerari ha risposto in sala. Per le altre, Arcidiocesi risponde qui sotto attraverso le nostre colonne.

Percorsi: bilancio - chiesa - curia
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Sabato nell'aula magna dell'Arcivescovile si sono raccolte le domande dei presenti inviate attraverso WhatsApp. Per motivi di tempo, alla prime due l'economo Puerari ha risposto in sala. Per le altre, Arcidiocesi risponde qui sotto attraverso le nostre colonne.

Se l'Arcidiocesi detiene "solo" il 20 per cento di Isa, perché si può parlare di Finanziaria della Chiesa Trentina?

Teniamo conto che ISA nasce da un'intuizione di numerosi enti trentini nel 1929 (ha quindi 89 anni!) come Istituto Immobiliare Trentino Società Anonima, per agevolare l'accesso al credito degli imprenditori. Già nel 1933 viene chiamata a svolgere un intervento molto importante, salvare la Banca di Trento e Bolzano. Attualmente il 58% di ISA – Istituto di Sviluppo Atesino – è in mano ad  enti religiosi  locali, tra cui la quota  più elevata (il  21%) ad Arcidiocesi, oltre a Fraternitas Tridentina, Associazione Trentina Assistenza di Clero, Capitolo delle Cattedrale, Seminario Maggiore.  Più recentemente sono entrati nel capitale di ISA altri enti religiosi per una quota dell’11 per cento. Il resto del capitale è suddiviso tra alcuni gruppi finanziari importanti e piccoli azionisti. La composizione non è un segreto. Cosa fa ISA oggi? E' ancora una finanziaria, cioè una società che non fa prestiti, ma interviene per agevolare lo sviluppo di un'azienda nel capitale. Concorre al capitale di rischio, quindi se la società fallisce, Isa perde tutto come ogni imprenditore. Come fece nel 1933, interviene eventualmente a salvare un'istituzione o una società in perdita, ma dopo averne studiato attentamente le possibilità di salvarla. Non è quindi una società di beneficenza, ma finanzia le aziende, per farle crescere, creare valore aggiunto e posti di lavoro.

Dott. Puerari, può spiegarci motivo del modesto reddito del patrimonio immobiliare?

Come si ricava dai dati di bilancio, il patrimonio immobiliare cosiddetto “strumentale”, al lordo ha un valore di 38 milioni di euro. Per i beni non strumentali che generano reddito, il loro valore è di 27 milioni e generano un reddito di 1 milione e 447 mila euro,  al lordo delle spese e degli ammortamenti. Il reddito netto è pertanto di 324 mila euro. Si tratta per Arcidiocesi di 48 immobili, pari a 160 appartamenti più altri 27 appartamenti. Faccio presente che mediamente il canone di locazione è sotto del 20/30% rispetto al valore di mercato.

LE ALTRE RISPOSTE

Il vescovo ha parlato di uso improprio del denaro che danneggia la Chiesa. Il riferimento è anche a investimenti della stessa Chiesa trentina?

Non vi sono investimenti della Diocesi tali da configurare un uso improprio del denaro. Possiamo eventualmente parlare di fondi spesi, anche ad parte delle comunità sul territorio, in modo talora non oculato e tenendo non sufficientemente conto di un ragionevole riscontro pastorale.

Anche gli esercizi precedenti al 2017 hanno registrato perdite?

I risultati negativi si ripetono da alcuni esercizi. E’ difficile fare un’analisi temporale ampia, perché solo il riordino seguito all’accentramento contabile e all’utilizzo di norme civilistiche (ad es. l’imputazione delle quote di ammortamento degli immobili) ha permesso di avere una fotografia reale dell’andamento economico-finanziario dei singoli Enti e del loro complesso. Va segnalata, inoltre, la caduta dei rendimenti degli investimenti finanziari, che non solo non ha generato utili ma in alcuni esercizi ha provocato perdite.

I numeri del grafico "sacramenti" tornano utili per ricordarci drammaticamente il declino demografico della nostra società. Fin dai miei corsi prematrimoniali (1992) ho avuto la sensazione che la Chiesa privilegiasse quasi più la responsabilità sulla generosità. Non si potrebbe "spingere" culturalmente di più nelle comunità cristiane per contribuire a risalire la china?

Fin dai primi anni in cui si avvertiva l'avanzare di una nuova mentalità nella quale non trovava posto, come prima, un progetto di famiglia e di famiglia con figli, la Chiesa ha cercato di richiamare ai cristiani il grande valore della famiglia con figli, progetto che può dare senso e pienezza ad un'intera vita. Consapevole, però, dell'impegno che ciò comporta, ha dato anche due riferimenti attraverso i quali orientare le scelte: la generosità e la responsabilità. La Chiesa ha sempre preferito la dizione di maternità/paternità responsabile a quella di controllo della natalità, perché quest'ultima sembra avere un’unica direzione, quella di limitare il numero dei figli. La chiesa può suggerire, invitare, orientare, ma poi sono le scelte dei coniugi e la valutazione delle loro possibilità che li porta a decidere. È una questione che riguarda tutti, non solo i cristiani. Se lo stato deve fare una scelta, ha tutta la convenienza a decidere per sostenere la nascita di figli.

Nel rendiconto gestionale appare più volte nei costi la voce "contributi a enti parrocchie e decanati", senza alcun dettaglio. In particolare nel capitolo “Gestione ordinaria attività caritative” la somma indicata è notevole ma non specificata. Non sono ad esempio indicati i costi relativi all'assistenza ai poveri o ai vari servizi. È possibile specificare?

Nelle voci “contributi ad Enti, parrocchie e decanati” sono contenuti i fondi elargiti a sostegno delle attività pastorali sia per attività principalmente caritative, gestione istituzionale, gestione Enti Ecclesiastici/Parrocchie sia relative all’annuncio ed al culto (iniziative di risanamento chiese, oratori e centri pastorali). Arcidiocesi di Trento non elargisce direttamente ai poveri le risorse, ma affida i fondi a vari Enti che svolgono attività specifiche di accoglienza di persone in stato di difficoltà. Tali organizzazioni sono in grado di monitorare e riconoscere con più precisione le esigenze delle persone in difficoltà ed assicurare una migliore ed equa distribuzione delle risorse. Le spese per servizi nel capitolo “Gestione ordinaria attività caritative” ammontano ad € 267.000,- circa ed afferiscono a costi organizzativi e di gestione degli sportelli di accoglienza.

Vorrei chiedere se e quando verrà verrà modificato il rendiconto parrocchiale, grazie.

Il rendiconto parrocchiale è in fase di revisione. Abbiamo dato precedenza alla stesura del manuale contabile degli Enti Ecclesiastici dal quale sarà comunque estratto anche un manuale contabile per le Parrocchie. La bozza del nuovo rendiconto è già quasi definita e sarà oggetto di almeno una riunione specifica con i membri dei CPAE. Riteniamo che potrà essere pronto per la dichiarazione relativa al corrente anno che dovrà essere presentata entro il 31 marzo 2019.

La recente chiusura di Radio Trentino in Blu come si colloca in questa situazione? Fa parte dell’attività di razionalizzazione?

L’attività di Radio Trentino in Blu genera costi notevoli, che non si giustificano con i risultati di diffusione dell’annuncio affidata all’emittente, come ha evidenziato una verifica sugli ascolti. Questa situazione si affianca alla necessità di recuperare economicità ed efficacia dei costi di Arcidiocesi di Trento, la quale sostiene Vita Trentina S.C. ripianando i risultati negativi degli ultimi esercizi. Sono stati sentiti i due organismi diocesani (Consultori e Consiglio affari economici) che hanno dato pare favorevole alla chiusura.

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