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“Come una casa accogliente”

Sabato la festa conclusiva della terza edizione di “Homeland”. Un vero e proprio itinerario di riflessione sul tema dell'accoglienza di migranti e richiedenti asilo,

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Sabato la festa conclusiva di “Homeland 2018”, vero e proprio itinerario di riflessione sul tema dell'accoglienza di migranti e richiedenti asilo

Il progetto “Homeland”, arrivato al suo terzo anno di vita, ha coinvolto oltre a Dro, anche i Comuni di Arco e Drena insieme a una sempre più f...

Il progetto “Homeland”, arrivato al suo terzo anno di vita, ha coinvolto oltre a Dro, anche i Comuni di Arco e Drena insieme a una sempre più fitta rete di associazioni

Sabato 16 giugno nello spazio feste dell’oratorio di Dro viene organizzata la festa conclusiva di “Homeland 2018”, iniziativa che cerca di unire e far incontrare culture diverse all’insegna della condivisione e della collaborazione.

Il progetto è un vero e proprio itinerario di riflessione sul tema dell'accoglienza di migranti e richiedenti asilo che vuole offrire una panoramica più complessa e adeguata a un fenomeno che troppo spesso si tende a semplificare: quello delle migrazioni contemporanee, e intende approfondire il tema delle migrazioni, degli esodi, del nomadismo delle patrie che cambiano, proponendo incontri di approfondimento, letture animate, testimonianze, mostre, film e performance.

Promossa dal Comune di Dro e dalla biblioteca, l’organizzazione dell’evento vede la collaborazione dei Comuni di Drena e Arco, di molte associazioni locali come Dokita, Arcobaleno, Noi-Orainsieme, comitato S. Antonio, Centrale Fies, Antaluma, Comitato Carnevale e Sonà, le associazioni etniche locali: La Speranza, Associazione culturale Italo Tunisina e, insieme a loro, i residenti richiedenti asilo e la comunità senegalese.

La festa conclusiva si terrà, appunto, sabato 16 giugno con l’ormai collaudato programma: dalle 14 torneo di calcetto, e, dalle 19.30, cucine aperte con piatti dal Mondo: cous cous (Tunisia), riso Jallof (Nigeria), carne salada e fasoi (garda Trentino/Italia), fataya (Senegal) dolci tipici dell’Africa del Nord e tè alla menta (Marocco). Dalle 20 la serata proseguirà con la musica di Darlington Obasughe (African_Soul), Baye fall (Afro Beat) e Joy Holler (Popo black music).

“Il progetto guarda al delicato tema dell’accoglienza e, al suo terzo anno di vita, ha coinvolto oltre a Dro, anche i Comuni di Arco e Drena insieme a una sempre più fitta rete di associazioni”, spiega il sindaco di Dro Vittorio Fravezzi. “La lunga lista degli appuntamenti è stata variegata con interessanti pellicole cinematografiche, incontri di libero dibattito, presentazioni di libri specializzati, giochi di 'ruolo e conoscenza'; attività che contribuiscono ad abbattere, nel nostro piccolo, le barriere e capire che 'sicurezza' e 'accoglienza' non sono necessariamente due termini antitetici”.

Spesso, infatti, si considera la diversità un limite e un ostacolo. “Le proposte messe in atto cercano invece di aiutarci a comprendere la ricchezza e l’aiuto reciproco che l’altro, diverso per cultura, religione e colore della pelle e per chissà quante altre cose, può portare al singolo e alla società”, commenta don Stefano Anzelini, parroco di Dro. “Questo nostro lavorare insieme, fianco a fianco, senza pretese di dar lezioni a nessuno, ci auguriamo possa contribuire a far sì che non solo l’Italia, ma l’intera Europa, nonostante le sue contraddizioni, possa diventare una casa accogliente soprattutto per coloro che si trovano costretti a lasciare la loro terra. Spesso dove la politica fallisce - conclude - ottengono buoni risultati il sedersi a tavola insieme o il suonare o l’ascoltare una musica dal sapore esotico”.

“Come una casa accogliente”
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