anno 93 - n° 28 - Sentieri che parlano
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Si accende il dibattito sulla legittimità degli abbattimenti

Grandi carnivori, grandi polemiche

Lupi e orsi da abbattere, “a condizione che non esista un’altra soluzione valida”. Le leggi relative sono “arrivate” in Consiglio provinciale, a Trento e Bolzano. Sale la tensione sull’asse Bolzano-Trento-Roma, tanto che anche dentro le forze di governo si scatena la bagarre.

Parole chiave: lupo (39), orso (77), ddl (67), ambiente (1341)

Trento e Bolzano legiferano, il ministro Costa annuncia ricorsi

Lupo.

Lupo.

Lupi e orsi da abbattere, “a condizione che non esista un’altra soluzione valida”. Le leggi relative sono “arrivate” in Consiglio provinciale, a Trento e Bolzano. Con un doppio escamotage, in punta di diritto. Da una parte si richiama, come precisato dall’assessore provinciale altoatesino Arnold Schuler, lo Statuto d’autonomia che permette l’adozione diretta delle direttive europee su materie di esclusiva competenza provinciale. Ed è il caso dell’agricoltura di montagna che, in questo caso, si intende salvaguardare contro i grandi carnivori. Di conseguenza, il richiamo è all’attuazione della direttiva europea Habitat del 1992 - bypassando lo Stato, contravvenendo, in deroga, al divieto di abbattimento delle specie protette - relativa alla “conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche”.

Il combinato disposto ha consentito ai consigli provinciali di Trento e Bolzano di approvare la settimana scorsa, a larga maggioranza, leggi fotocopia che autorizzano “il prelievo, la cattura o l’uccisione di esemplari di orso e di lupo” al fine, anche, di “prevenire danni gravi, specificatamente alle colture, all’allevamento, ai boschi, al patrimonio ittico, alle acque ed alla proprietà, nell’interesse della sanità e della sicurezza pubblica”.

A Trento, il disegno di legge della giunta è stato approvato, “trasversalmente”, spaccando la maggioranza, con 25 voti a favore e 6 astenuti (i consiglieri Pd ma non gli assessori) mentre a Bolzano è passato con 25 si, 3 no e 2 astensioni. E il ministro all’ambiente Sergio Costa (di area M5S), che in questi giorni (giovedì 12 luglio) incontra l’assessore trentino Michele Dallapiccola, a stretto giro di posta ha annunciato ricorso alla Corte costituzionale.

Sale la tensione sull’asse Bolzano-Trento-Roma, tanto che anche dentro le forze di governo si scatena la bagarre. Il leghista trentino Maurizio Fugatti, sottosegretario alla sanità, ha infatti dichiarato di non essere d’accordo con il collega di governo e di appoggiare la legge proposta dal pattino Dallapiccola. E qualche mal di pancia lo manifesta anche il Patt. “Rimaniamo letteralmente allibiti dalle considerazioni del Ministro Costa”, ha scritto il segretario politico Panizza. La campagna elettorale per le provinciali di ottobre è partita col botto.

Grandi carnivori, grandi polemiche
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