anno 93 - n° 29 - Brivido caldo
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Letto per voi

L'uccellino perduto di Colette

Ampie illustrazioni piacevoli da guardare e interessanti per ciò che riescono a comunicare. Un libro sul potere dell’immaginazione per creare storie, per condividere pensieri, per costruire legami, perché poche cose come una storia avvicinano le persone.

Parole chiave: libri (1846), ragazzi (606), letteratura (570), lettura (291)

Isabelle Arsenault - traduzione di Chiara Carminati

La mia amica Colette

Mondadori 2018

48 p., euro 16,00

Età di lettura: da 7 anni

Isabelle Arsenault - traduzione di Chiara Carminati, “La mia amica Colette” - Mondadori 2018

Isabelle Arsenault - traduzione di Chiara Carminati, “La mia amica Colette” - Mondadori 2018

Cambiare spesso casa, quartiere, scuola non è facile: ogni volta bisogna ricominciare. Altrettanto difficile, se non di più, è anche farsi dei nuovi amici. Lo sa bene Colette, che non solo è sola perché appena arrivata, ma è anche arrabbiata perché sa che non avrà mai un animaletto tutto per sé, come tanto desidererebbe. Così, per attirare l’attenzione dei bambini del vicinato, la ragazzina si inventa una piccola bugia: racconta di aver perso il suo pappagallino, un piccolo uccellino blu con una macchia gialla sul collo. Albert, Tom, Lily, Maya e gli altri bambini sono subito coinvolti nella ricerca e ma mano che il tempo passa, la bugia di Colette attribuisce dettagli sempre più interessanti e precisi all’uccellino scappato. Come tutte le bugie, però, anche quella di Colette, dopo un po’, è difficile da gestire. Ma non importa, ormai, i ragazzini sono diventati suoi amici e lei non è più sola: la forza della sua immaginazione le fa raccontare storie intriganti e coinvolgenti ed è automatico che i nuovi amici non vedano l’ora di ritrovarsi il giorno dopo.

“La mia amica Colette” (Mondadori) è una nuova e interessante proposta di Iabelle Arsenault, bravissima illustratrice canadese che di questo libro a fumetti ha scritto anche il testo. Caratteristica delle sue immagini è l’uso del colore, di solito limitato a uno o due molto forti, che mettono in risalto i dettagli del resto delle figure giocate sui toni del grigio o del beige. In questo libro è il giallo il colore che getta luce sulle illustrazioni, attirando l’attenzione del lettore e aggiungendo consistenza alla narrazione. Gialli sono alcuni particolari come le etichette sulle scatole del trasloco o le foglie dei cespugli, ma gialla è, soprattutto, la mantellina di Colette. C’è anche l’azzurro che colora altri elementi e l’altro polo di attenzione: l’uccellino. Il risultato sono ampie illustrazioni piacevoli da guardare e interessanti per ciò che riescono a comunicare.

In questo libro si parla di novità, di amicizia, di amore per gli animali, di solitudine e di accoglienza. Fondamentalmente, però, è un libro sul potere dell’immaginazione per creare storie, per condividere pensieri, per costruire legami, perché poche cose come una storia avvicinano le persone. Una lettura piacevole. Peccato solo per il titolo che nella versione italiana è molto meno efficace di quello originale: “Colette’s lost pet”.

L'uccellino perduto di Colette
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