anno 93 - n° 30 - La nuova casa
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Letto per voi

Il topolino e la balena

Una storia di profonda amicizia tra due esseri che non hanno nulla in comune se non un grande cuore e il desiderio di essere utili agli altri.

Parole chiave: Libri (1844), ragazzi (605), letteratura (569), lettura (290)

William Steig – Mara Pace (traduttrice)

“Amos e Boris”Rizzoli, 2018

p. 40 - € 16,00

William Steig – Mara Pace (traduttrice), “Amos e Boris” - Rizzoli, 2018

William Steig – Mara Pace (traduttrice), “Amos e Boris” - Rizzoli, 2018

Età di lettura: da 7 anni

Il topolino Amos ama così tanto il mare che un giorno, affascinato dalle onde, cade dalla sua piccola barca. Per fortuna, Boris, la balena, è pronta a venire in suo aiuto. Allo stesso modo, il piccolo topo riuscirà, diverso tempo dopo, ad aiutare la grande balena finita a sua volta in pericolo.

Si potrebbe ridurre a queste due frasi il libro “Amos e Boris” di William Steig recentemente tradotto e pubblicato da Rizzoli, che da un paio d’anni fa riscoprire ai giovani lettori italiani i piccoli capolavori del papà di Shrek, rimasti per tanti anni dimenticati e alcuni perfino mai portati in Italia, come questo. La storia di questi due animali, però, è molto di più: è una storia di profonda amicizia tra due esseri che non hanno nulla in comune se non un grande cuore e il desiderio di essere utili agli altri.

Storie di amicizia tra diversi ce ne sono molte, e per certi aspetti, in fondo, tutte si assomigliano un po’. Le migliori, però, hanno qualcosa che le distingue dalle altre, un punto di forza speciale. Quello di questo libro è la poesia del testo. Un testo lungo, ma scorrevole e piacevole, scritto con una lingua ricca e curata con molti particolari poetici e dettagli sorprendenti. Fin dalle prime righe si rimane affascinati dalla descrizione del piccolo topo e del suo amore per il mare. Subito si coglie la musicalità delle parole e il ritmo della narrazione, che raggiunge in alcuni punti dei livelli molto alti: è come se l’autore fosse seduto davanti al lettore e gli stesse raccontando la storia, perdendosi nei dettagli, seguendo il suo pensiero, senza, però, mai lasciare il filo. Il livello narrativo dell’incipit non scade nel corso del racconto e le immagini, che si sviluppano in orizzontale traendone valore, sono di qualità e altrettanto belle quanto il testo. Insieme, quindi, parole e figure catturano letteralmente il lettore. Non per nulla “Amos e Boris” nel 1971 è stato premiato dal “New York Times” come il miglior libro illustrato dell’anno.

Il topolino e la balena
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