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“Noi in rifugio, a scuola di montagna”

Traspare tanto entusiasmo dai volti e dalle parole degli studenti che venerdì 7 dicembre hanno affollato la sala della Cooperazione di via Segantini a Trento per raccontare l’esperienza di “Ragazzi al Rifugio”, il progetto didattico che l’Accademia della Montagna assieme a Iprase ha proposto per la sesta edizione alle scuole trentine.

Parole chiave: Ragazzi al Rifugio (1), Territorio (19852), progetti (116), montagna (1288)

Oltre 400 giovani coinvolti, 15 istituti da tutta la Provincia. Sono i numeri del progetto di Accademia della Montagna e Iprase “Ragazzi al Rifugio” che, venerdì scorso a Trento, è stato raccontato dagli stessi protagonisti

Trento - I protagonisti di "Ragazzi in rifugio" hanno raccontato la loro esperienza - 9/12/2018 - Vita Trentina

Trento - I protagonisti di "Ragazzi in rifugio" hanno raccontato la loro esperienza - 9/12/2018 - Vita Trentina

Traspare tanto entusiasmo dai volti e dalle parole degli studenti che venerdì 7 dicembre hanno affollato la sala della Cooperazione di via Segantini a Trento per raccontare l’esperienza di “Ragazzi al Rifugio”, il progetto didattico che l’Accademia della Montagna assieme a Iprase ha proposto per la sesta edizione alle scuole trentine.

E se non basta l’entusiasmo dei giovani coinvolti a testimoniare il successo della proposta non resta che guardare ai numeri: 15 istituti da tutta la Provincia per 400 ragazzi partecipanti. “Un numero che in pochi anni è praticamente quadruplicato”, ci spiega Iva Berasi, direttrice della Fondazione Accademia della Montagna del Trentino. “Quando siamo partiti il titolo dell’iniziativa era '100 ragazzi al rifugio' ma vista la pioggia di adesioni abbiamo dovuto togliere il 100, ed è bellissimo vedere come, dai più piccoli ai più grandi, tutti abbiano il piacere di restituire quello che hanno fatto esaltandone il valore, grazie anche al lavoro degli insegnanti che credono nel progetto e lo rendono possibile”.

Portare i giovani trentini in montagna e far conoscere loro l’immenso patrimonio ambientale che il nostro territorio offre potrebbe sembrare un’idea scontata, ma i risultati di varie ricerche dimostrano che al contrario i nostri ragazzi frequentano ben poco rifugi e percorsi naturali in altura, considerati erroneamente poco confortevoli e non socializzanti. Da qui l’esigenza di invertire il trend con un’esperienza diretta: una giornata per elementari e medie e due giornate con pernottamento in rifugio per le superiori, in cui gli studenti, sempre accompagnati da figure chiave della montagna come le guide alpine, possano realizzare in prima persona quanta ricchezza naturale ci circonda e quante opportunità ci concede il nostro territorio.

Obiettivo centrato, stando alle parole di Federico, che con i compagni dell’Istituto Marie Curie di Pergine è stato protagonista di una due giorni che descrive con passione: “È stata un’esperienza molto interessante che ci ha distaccati dalla quotidianità e ci ha permesso di fare un’escursione in zone che nessuno di noi conosceva, una cosa che da solo o con la famiglia non sarei mai andato a fare”. Gaia e Nicol, invece, sottolineano le peculiarità che il progetto “Ragazzi al Rifugio” offre anche dal punto di vista della socialità. “È stato davvero bello poter approfondire la conoscenza di altri studenti della scuola che finora avevamo solamente incrociato nei corridoi, svegliarsi con loro per uscire a vedere l’alba, lasciando da parte la tecnologia e per un paio di giorni dimenticarsi di smartphone e social network per fare esperienze tecniche in prima persona, tipo l’arrampicata o la calata”.

“I miei genitori non mi avrebbero mai portato a fare una ferrata, non sono esperti e non conoscono le norme di sicurezza in montagna”, aggiunge Aronne, sempre del Marie Curie. “Avere due guide che ci hanno seguito e aiutato per due giorni è stato molto utile, con loro è nata un’amicizia e ho imparato a mettermi in gioco”.

Una serie di valori importanti che la montagna ha saputo trasmettere ai giovani, tra cui anche quello del dialogo tra studenti e docenti, come racconta Stefano, rappresentante d’istituto: “In rifugio abbiamo vissuto anche un rapporto diverso con i professori, non ci è sembrato di sprecare due giorni di scuola ma è stata un’esperienza che ci ha fatto imparare cose che solitamente in classe non si insegnano e che consiglierei ad ogni studente".

Un suggerimento che va colto, per far partire dalle nuove generazioni un percorso di riscoperta del territorio montano e dell’ambiente naturale più che mai necessario. La settima edizione è già in cantiere e nelle scuole trentine si torna quindi a lavorare ai progetti e percorsi di formazione sulla montagna che poi verranno valutati per selezionare gli studenti che parteciperanno alle escursioni del prossimo anno. Sperando che possano essere sempre di più, e sempre così entusiasti.

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