anno 94 - n° 03 - Frutto della terra
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Migranti, l'appello nella Settimana di Preghiera per l'Unità dei cristiani

Immigrazione, appello comune dei cristiani italiani, cattolici e protestanti: “Non è buonismo, ma l'essenza della fede”

Un appello comune dei cristiani italiani, cattolici e protestanti, sull’immigrazione: «Salvare chi è in pericolo, ampliare i corridoi umanitari, aprire nuove vie di ingresso regolare». È stato lanciato in questa Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani (18-25 gennaio).

Parole chiave: migrazioni (1019)

Cattolici e protestanti chiedono al Governo italiano di “salvare chi è in pericolo, ampliare i corridoi umanitari, aprire nuove vie di ingresso regolare”

Foto AFP/SIR - gennaio 2019

Foto AFP/SIR - gennaio 2019

“Una politica migratoria che non apre nuove vie sicure e legali di accesso verso l’Europa è fatalmente destinata a incentivare le immigrazioni irregolari. Per questo chiediamo ai vari Paesi europei di duplicare o, comunque, di ampliare i corridoi umanitari, aperti per la prima volta in Italia all’inizio del 2016. È finita ormai la fase della sperimentazione e i risultati, positivi sotto tanti aspetti, sono sotto gli occhi di tutti. È auspicabile passare quindi ad una generalizzazione di questo modello, che salva dai trafficanti di esseri umani e favorisce l’integrazione. Per questo ci rivolgiamo direttamente al Governo italiano perché allarghi la quota dei beneficiari accolti nel nostro Paese e si faccia promotore di un ‘corridoio umanitario europeo’, gestito dalla Ue e da una rete di Paesi volenterosi, prevedendo un adeguato sistema di sponsorship”. Lo scrivono cattolici e protestanti italiani in un appello comune in occasione della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani (18-25 gennaio). Il documento “Restiamo umani” è firmato da mons. Stefano Russo, segretario generale della Conferenza episcopale italiana, Luca M. Negro, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia, Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio, Eugenio Bernardini, moderatore della Tavola valdese.

Desideriamo spiegare a tutti che per noi aiutare chi ha bisogno non è un gesto buonista, di ingenuo altruismo o, peggio ancora, di convenienza: è l’essenza stessa della nostra fede. Ci addolora e ci sconcerta la superficiale e ripetitiva retorica con la quale ormai da mesi si affronta il tema delle migrazioni globali, perdendo di vista che dietro i flussi, gli sbarchi e le statistiche ci sono uomini, donne e bambini ai quali sono negati fondamentali diritti umani: nei Paesi da cui scappano, così come nei Paesi in cui transitano, come in Libia, finiscono nei campi di detenzione dove si fatica a sopravvivere. Additarli come una minaccia al nostro benessere, definirli come potenziali criminali o approfittatori della nostra accoglienza tradisce la storia degli immigrati – anche italiani – che invece hanno contribuito alla crescita economica, sociale e culturale di tanti Paesi. Da qui il nostro appello perché – nello scontro politico – non si perda il senso del rispetto che si deve alle persone e alle loro storie di sofferenza”.

Il documento parla anche della necessità di “garantire il soccorso in mare”, senza ridurlo a una “politica di respingimenti o di semplici chiusure”. “Per noi cristiani, come per ogni essere umano, omettere il soccorso a chi giace sulla strada o rischia di annegare è un comportamento di cui si può solo provare vergogna. Per questo – scrivono cattolici e protestanti – chiediamo un potenziamento delle attuali attività di soccorso, rese dai mezzi militari, dalla Guardia Costiera e dalle Ong, nel rispetto delle norme del mare e del diritto umanitario”. Le Chiese sono pronte a offrire il loro contributo: “Per quanto divisivo il tema dell’immigrazione è così serio e grave da non potersi affrontare senza cercare una piattaforma minima di istanze e procedure condivise. Questo auspichiamo e per questo ci mettiamo a disposizione con la nostra esperienza e i nostri mezzi, pronti a collaborare sia con le autorità italiane che con quelle europee”.

L'appello lanciato nella Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani
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