anno 94 - n° 10 - Le voci di Ebner
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Le voci di Ebner: una fase inedita per l'offerta informativa in Trentino, tra attese e interrogativi

Il 16 marzo cambiano i direttori nei giornali trentini. Si apre una fase inedita per l’offerta informativa. Che suscita attese e non pochi interrogativi.

Parole chiave: giornalismo (190), editoria (156)
Athesia, non solo giornali. Dopo aver festeggiato in novembre col presidente Mattarella i 130 di fondazione (le radici sono negli ambienti cattolici altoatesini), il gruppo Athesia guidato da Michl Ebner (nella foto) continua a diversificare la sua attività. Oltre a quella stampata (con Dolomiten e Katholisces SonntagsBlatt, Alto Adige e Trentino, L’Adige) e quella libraria (edita 60 libri all’anno, in vari punti vendita), è presente anche nel settore delle telecomunicazioni (con Brennercom), nell’ambito del turismo e dell’energia, con Athesia Energy.

Il 16 marzo cambiano i direttori nei giornali trentini. Si apre una fase inedita per l’offerta informativa. Che suscita attese e non pochi interrogativi

L’edizione di sabato 16 marzo segna una data storica, certamente un passaggio inedito per tre testate quotidiane, sempre più collegate fra loro sotto la regia dell’unico editore altoatesino, il gruppo Athesia. Dopo aver acquisito due anni fa dal gruppo Mondadori/Caracciolo attraverso la società Seta Spa i quotidiani “gemelli” Trentino e Alto Adige, il gruppo editoriale Athesia li affida ora a due direttori diversi, rispettivamente Paolo Mantovan e Alberto Faustini, chiamando quest’ultimo a guidare anche L’Adige, acquisito nel luglio 2018 insieme a Radio Dolomiti. E’ anche prossima alla chiusura l’ex tipografia Sie dell’Adige, che da aprile sarà stampato nella tipografia di Bolzano di Athesia che già sforna gli altri due quotidiani, ma anche la testata storica “Dolomiten”, il settimanale di lingua tedesca della Diocesi di Bolzano-Bressanone Katholisches Sonntagsblatt e molte altre pubblicazioni, fra le quali quelle dell’ex editrice Curcu & Genovese, assorbita nel 2016, come Bazar, settimanale di annunci gratuiti.

A suo tempo è stato definito “un terremoto” rispetto alla tradizione consolidata dell’informazione trentina, ma molti ritengono che l’assestamento avverrà di fatto nelle prossime settimane. Al momento, la ricaduta più immediata riguarda i livelli occupazionali del centro stampa di Trento – segnalati già il 28 febbraio dai sindacati - per i quali i lavoratori poligrafici in stato di agitazione chiedono garanzie al nuovo proprietario.

REDAZIONE PREOCCUPATA

In occasione dell’acquisizione de L’Adige, l’amministratore delegato di Athesia, Michl Ebner (già deputato ed eurodeputato SVP, presidente della Camera di Commercio di Bolzano) aveva rassicurato sull’autonomia delle due storiche testate trentine. Gli richiamano questa “distintività e autonomia” anche i redattori dell’Adige nel comunicato diramato dopo l’assemblea del 28 febbraio scorso in cui si dicono fortemente preoccupati perché - rispetto alla promessa del mantenimento delle testate indipendendenti e dei livelli occupazionali - “le caratteristiche della scelta del nuovo direttore, insieme ad altre decisioni recenti, sembrano muoversi in una diversa direzione. E’ previsto che il nuovo direttore abbia un doppio ruolo, all’Adige e all’Alto Adige. Desta perplessità, di conseguenza, la previsione di un incarico part time”.

Intanto, venerdì 15 marzo è atteso l’editoriale di congedo di Pierangelo Giovanetti, da 12 anni e mezzo al timone di via delle Missioni Africane, dopo una carriera brillante apertasi al Corriere della Sera e cresciuta ad Avvenire come inviato speciale. Il giornalista ledrense – che ora si prende un periodo sabbatico – ha incassato la solidarietà dei colleghi “per il suo lungo impegno alla direzione della nostra testata” e anche quella di molti lettori che hanno scritto lettere di solidarietà, in parte pubblicate. L’ultimo “fondo” del direttore offrirà elementi utili per interpretare la nuova situazione voluta dall’editore, anche se è facile prevedere che Giovanetti non mancherà di sottolineare l’importanza per la comunità trentina di avere una propria testata con radicamento nel tessuto provinciale in linea con una tradizione ininterrotta che risale al 1865 e che egli aveva auspicato potesse proseguire nell’editoriale in cui annunciava la volontà della famiglia Gelmi di Caporiacco di mettere in vendita L’Adige.

E’ questa una constatazione condivisa anche da altri commentatori trentini in questi mesi e che alla quale ora si aggiungono altri punti di domanda.

Con la nuova stampa a Bolzano L’Adige dovrà necessariamente cambiare foliazione, non superiore alle 48 pagine (finora il quotidiano usciva mediamente a 56 o 64 pagine, con speciali anche a 72). Questo elemento comporterà uno snellimento e comunque un ripensamento (anche per via del doppio dorso imposto dalla stampa), tanto che sul piano degli assetti organizzativi interni c’è chi ipotizza un passaggio di giornalisti da una testata all’altra. Ma l’interrogativo più profondo riguarda naturalmente contenuti, linea editoriale e pluralismo informativo (a proposito abbiamo sentito il punto di vista del neodirettore Mantovan). Infine, con le sue iniziative di acquisizione di alcune radio locali altoatesine, l’editore Athesia ha dimostrato di volersi muovere in prospettiva multimediale e molti prevedono un impegno anche in campo televisivo.

Le voci di Ebner: una fase inedita per l'offerta informativa in Trentino, tra attese e interrogativi
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