anno 94 - n° 10 - Le voci di Ebner
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Il successore di Faustini aveva cominciato a Vita Trentina

Paolo Mantovan, nuovo direttore del Trentino: “Le due testate trentine avranno totale autonomia”

La sede del quotidiano “Trentino” si affaccia su piazzale Sanseverino invaso dalle attrazioni del luna park, com’è tradizione nei giorni che precedono la festa del papà. Sulla giostra dello storico quotidiano di Trento salirà il 16 marzo Paolo Mantovan, attuale vice direttore.

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Le intenzioni di Paolo Mantovan, nuovo direttore del Trentino: “La partita del futuro fra Trento e Bolzano si gioca solo insieme”

Paolo Mantovan, 54 anni, neodirettore del Trentino

Paolo Mantovan, 54 anni, neodirettore del Trentino

Le note struggenti del cantante neomelodico irrompono poco gradite attraverso le grandi vetrate della sede del “Trentino”, che si affaccia su piazzale Sanseverino invaso dalle attrazioni del luna park. Sulla giostra dello storico quotidiano di Trento salirà tra pochi giorni Paolo Mantovan, ancora per poco “solo” vice direttore: subentrerà dal 16 marzo al direttore Alberto Faustini, che resterà alla guida del giornale “Alto Adige” - entrambi rinnovati nella grafica a partire dal primo marzo - e assumerà la direzione dell’altro quotidiano di Trento, L’Adige.

Direttore, Lei si trova in una sitauzione perlomeno anomala. Dal 16 marzo si confronterà quotidianamente con il collega Faustini alla guida sia del giornale fratello “Alto Adige” sia del “concorrente”, tra virgolette...

Concorrente, senza virgolette. Ma no, capisco che c’è molta curiosità rispetto a una soluzione inconsueta rispetto al passato. La verità è che abbiamo due giornali con una loro storia, con un grande radicamento nel territorio, ciascuno con caratteristiche diverse....

Ad esempio?

Da una parte titoli a sei colonne sempre, dall’altra parte titoli un po’ più a tono, ..

Questo sareste voi…

Dico solo caratteristiche diverse che discendono da tradizioni diverse che hanno dato anche frutti diversi. IL nostro editore crede in questi modi di fare il giornale, di essere presenza nella nostra comunità.

Giornali distinti, in autonomia, come l’editore aveva detto al momento dell’acquisizione.

Totale autonomia.

Ma in questo strano triangolo, i rapporti tra i quotidiani Trentino e Alto Adige?

Ci saranno sinergie su determinati settori.

Sinergie che già ci sono.

Sì, penso allo sport regionale così come all’attualità, dove abbiamo delle pagine più o meno identiche. La squadra è la stessa, essendo parte della stessa società, la Seta Spa.

Il gruppo Athesia è un gruppo multimediale. Cosa vi è stato chiesto rispetto alla presenza online e nei social?

Ci stiamo ragionando da anni. Abbiamo tentato delle strade, investendo anche parte della redazione in questo lavoro. Registriamo un grosso successo: un +100% di visualizzazioni rispetto all’anno precedente, +20% rispetto agli utenti unici per il sito del “Trentino”. L’editore, soddisfatto, ci dice di continuare su questa strada, che significa però continua evoluzione.

Editore unico e quindi economie di scala, qualcuno ipotizza travasi da una redazione all’altra. E’ realistico?

Questa è una domanda che non dovreste porre a me.

Quando L’Adige è stato messo in vendita non si sono fatti avanti imprenditori trentini.

Non c’è stata la capacità da parte dell’economia trentina di costituire una cordata o dare vita a un soggetto imprenditoriale per scendere in campo. Questo deve farci interrogare. Ma oggi Trentino e Alto Adige con Seta Spa continuano ad avere un socio “trentino”, sia pure di minoranza. Io dal punto di vista del giornalista che deve fare il suo lavoro mi sento molto bene, ho un editore che investe e crede nel giornalismo. Dobbiamo ritenerci una terra fortunata: in altre realtà regionali si riduce o si chiude, noi abbiamo riaperto le redazioni di Riva del Garda e di Rovereto, aumentando anche l’organico.

Lei, roveretano che ha operato anche a Bolzano, conosce bene la dimensione regionale. Si avvicineranno le realtà socioculturali di Trento e Bolzano?

E’ una domanda che dobbiamo porci anche come giornale. In questa fase storica essere troppo piccoli è un problema. C’è la consapevolezza – anche nella politica - che una partita per il futuro si può fare solo insieme. E’ il primo passo, perché le differenze restano.

Passiamo alla dimensione nazionale. Il sottosegretario Crimi ha annunciato gli stati generali dell’informazione, intanto sono stati approvati tagli al fondo per il pluralismo.

Il futuro non lo conosciamo, ci attrezziamo per affrontare un mercato non semplice, che cambia costantemente. Fondamentale è costruire uno strumento di informazione che recuperi la forza autorevole che i giornali avevano alcuni anni fa e che hanno perduto in parte per la forza del Web, in parte per una trasformazione sociale che ha tolto forza alle istituzioni in genere, premiando la disintermediazione. In questo i Cinque Stelle sono stati maestri.

Che tipo di giornale ha in mente?

Un giornale che cerca di capire, di andare oltre il dato banale, di dare una chiave di lettura. Solo così possiamo recuperare autorevolezza.

Lei ha cominciato nella redazione di Vita Trentina. Che cosa le ha lasciato quell’esordio?

Ricordo l’approccio multimediale: venivo da voi a scrivere e poi salivo in radio. Ciò mi ha dato una visione del giornalismo a 360 gradi, dove ogni strumento ha il suo significato. E poi la tensione costante al confronto, alla condivisione: la notizia, il fatto era sottoposto alla costante verifica collettiva, alle diverse sensibilità dei redattori. Riflettere, condividere, capire: oggi è così anche nei nostri quotidiani.

Paolo Mantovan, nuovo direttore del Trentino: “Le due testate trentine avranno totale autonomia”
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