anno 94 - n° 19 - Eurochiamata
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Letto per voi

Il giro del mondo in gonna e bicicletta

Il giro del mondo in bicicletta alla fine del 19° secolo. Quella di Annie Kopchovsky, conosciuta come Annie Londonderry, fu veramente un’impresa importante non solo dal punto di vista sportivo, ma anche per l’emancipazione femminile.

Parole chiave: Libri (1844), ragazzi (605), letteratura (569), lettura (290)

Roberta Balestrucci Fancellu con le illustrazioni di Luogo Comune

“Annie. Il vento nei capelli”

Sinnos, 2019

95 p. - € 12,00

Età di lettura: da 10 anni

Roberta Balestrucci Fancellu con le illustrazioni di Luogo Comune, “Annie. Il vento nei capelli” - Sinnos, 2019

Roberta Balestrucci Fancellu con le illustrazioni di Luogo Comune, “Annie. Il vento nei capelli” - Sinnos, 2019

Voler fare il giro del mondo alla fine del 19° secolo significava veramente avere in mente un’impresa quasi impossibile. Pensare di farlo in bicicletta, sarebbe stato osare ancora di più. Se, poi, a volersi cimentare fosse stata una donna, il progetto era veramente irrealizzabile. Davanti a una sfida come questa non si tirò indietro Annie Kopchovsky, conosciuta come Annie Londonderry, la donna americana di 23 anni protagonista di “Annie. Il vento in tasca” (Sinnos). Figlia di immigrati lettoni, per una (presunta) scommessa, nel 1894 Annie si mise in viaggio con i suoi scomodi vestiti stile vittoriano su una pesante bicicletta, decisa a vincere i 10.000 dollari in palio. Benché suo marito non fosse molto d’accordo con l’impresa, Annie accettò la sponsorizzazione dell’acqua minerale Londonderry (da qui il suo nome) e partì da Boston per un giro di 15 mesi percorrendo, se pur in parte in nave e in treno, oltre 41.800 chilometri, toccando luoghi, città e culture lontani come Parigi, Bombay, Gerusalemme, Calcutta, Ceylon e Singapore. Durante il viaggio cambiò la sua bicicletta e il suo abbigliamento, ma non la sua determinazione: pedalava a volte sola, a volte accompagnata dalle persone dei luoghi che toccava e che l’attendevano con impazienza. La sua fama divenne molto grande ed era seguita dalla stampa, cui lei stessa inviava regolarmente resoconti di viaggio, diventando così anche giornalista. All’inizio Annie si guadagnava il sostentamento vendendo spille con il suo ritratto e spazio pubblicitario sulla bicicletta, poi con incontri e conferenze. Spesso era ospitata. Al ritorno a casa, il contachilometri della sua bici segnava quasi 15.500 chilometri.

Quella di Annie fu veramente un’impresa importante non solo dal punto di vista sportivo, ma anche per l’emancipazione femminile, avendo dimostrato che una donna ha forza, coraggio e determinazione per grandi imprese. Leggere questa vicenda in un libro rivolto ai bambini di 9-10 anni la rende ancora più speciale, se si pensa a quanti libri stereotipati e di genere vengono ancora pubblicati per i ragazzi. Le parole di Roberta Balestrucci Fancellu e le illustrazioni di Luogo Comune ne fanno un graphic novel particolare, giocato sui colori del marrone e dell’azzurro e in cui cronaca, dialoghi e figure concorrono al racconto di questa originale vicenda, alternandosi e completandosi a vicenda. L’argomento è avvincente e la narrazione veloce. Non ci sono cali di ritmo ed è difficile staccarsi dalle pagine. Le storie vere scritte bene piacciono: un libro da consigliare.

Il giro del mondo in gonna e bicicletta
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