anno 94 - n° 32 - Il Papa è così, parla il cardinale Parolin
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Il card. Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, racconta a Vita Trentina le sue vacanze nella quiete del Primiero, dove ha voluto visitare anche la comunità più periferica, Sagron Mis

Dal Primiero intervista esclusiva al card. Parolin: “Qui da voi mi sento ancora parroco…”

Il card. Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, è stato l’ospite più illustre di quest’estate trentina, ma le sue vacanze sono state riservate, discrete. “Sembra un semplice parroco, come Albino Luciani…”, dicono quanti l’hanno potuto avvicinare con facilità.

Il card. Parolin ospite del Primiero - estate 2019 - Gianni Zotta

Il Segretario di Stato Vaticano, card. Pietro Parolin, forse il più stretto collaboratore di Papa Francesco, che lo ha nominato pochi mesi dopo la sua elezione, è tornato per una settimana in Trentino, per la prima volta senza la compagnia dell’anziana madre che è rimasta in Veneto per motivi di salute. “Sono state vacanze corte quest’anno, pochi giorni ma buoni”, ha detto nel saluto al gruppetto di fedeli e residenti che partecipavano alla Messa delle 8.30. “Vi ringrazio per avermi accompagnato in questo momento mattutino, che è il più importante della giornata, in cui ci affidiamo al Signore”, ha ricordato nel penultimo giorno nella chiesa di Siror, la sua “Santa Marta” potremmo dire per l’Eucaristia del mattino durante la quale ha proposto una breve ma intensa omelia a braccio: “Ognuno di noi è chiamato a portare gioia e serenità, dando la vita anche oggi, non in modo cruento ma attraverso la testimonianza. Ognuno è chiamato a questo martirio quotidiano, che vuol dire morire a noi stessi, morire a quella parte di noi che non è conforme alla logica del Vangelo“, ha aggiunto il 10 agosto commentando il vangelo sul chicco di grano, che non muore ma conosce frutti in abbondanza .

Per l’ultima giornata aveva concordato con don Giuseppe e don Nicola, gli amici parroci del Primiero, di salire per celebrare nella parrocchia più distante da Trento, Sagron Mis, al confine col Bellunese, quasi a confermare l’attenzione alle periferie indicate da Francesco.

Senza fretta, al termine di ogni Messa e prima di una passeggiata nei boschi del Primiero, si è soffermato a parlare con i parrocchiani e gli ospiti, “protetto” a distanza dal discreto sguardo dei carabinieri primierotti.

Qualcuno, come la signora Federica, ne approfitta per mostrargli una poesia composta lo scorso anno dopo un incontro in paese, altri trovano il tempo per chiedere un ricordo nella preghiera, altri ancora “affidano” un pensiero per Papa Francesco. “Gli porterò anche i vostri saluti e la vostra vicinanza, nel raccontargli di queste giornate”, assicura il Cardinale, che poi dedica volentieri il suo prezioso tempo a Vita Trentina (“il compito dei settimanali delle nostre diocesi è importante, va sostenuto”) per un’intervista esclusiva, circoscritta all’esperienza vissuta in Trentino.

Eminenza, per lei cosa significa vacanza, quali elementi ritiene più significativi?

Beh, intanto riconosciamo che è sempre una grazia poter fare le vacanze. E ricordarsi di chi non le può fare. E sono tanti, per varie ragioni.

Ringrazio il Signore di questo dono, che quest’anno è stato particolarmente concentrato a causa delle condizioni di salute di mia mamma, che fino allo scorso anno veniva con me quassù.

Gli elementi più importanti? Direi il riposo fisico, ci vuole. E poi il riposo mentale, uscire dall’ambiente, dalle preoccupazioni e dalle varie questioni…pensare ad altro, forse anche non pensare a niente. Alle volte abbiamo anche bisogno di quello, per poi tornare più ricaricati a svolgere il nostro lavoro.

Credo la vacanza possa essere anche un tempo favorevole per la preghiera, per l’incontro con il Signore – a cui tante volte dedichiamo spazi ridotti negli affanni della vita quotidiana – con maggior distensione e serenità.

Lei è stato ospitato dai parroci in una canonica…

Sì, questo fatto mi ha consentito di avere contatto con una comunità cristiana. Questo per me è una cosa bella; è un arricchimento grande poter partecipare ad alcuni momenti.

E’ diventato un po’ parroco anche lei..

Sì sì, in questo senso ci si confronta anche su preoccupazioni comuni. Si vede da una parte come certi aspetti della vita cristiana vengono meno e ci si rende conto della necessità di aiutare la gente – che ne ha bisogno, non è insensibile a questi valori – a trovare il cammino della fede.

Lei oggi ha promesso di portare il saluto al Papa. Pochi giorni fa in un’intervista a La Stampa Francesco si è detto preoccupato per certi aspetti – anche per il futuro dell’Europa – mentre i suoi collaboratori sottolineano che egli vive anche con serenità questo tempo. Conferma?

Certamente, ho avuto modo di dirlo anch’io. Il Papa è cosciente delle tante problematiche esistenti nella Chiesa e anche nella nostra società, ci ritorna molto spesso nei suoi interventi, nelle interviste o nei testi che pronuncia.

Però ecco – questa è anche la mia esperienza – di fondo lui vive una grande serenità. Alla fine, secondome, è ace un’espressione di fede. Umanamente parlando, saremmo quasi quasi presi dalla paura o dal panico di fronte a tante problematiche; invece saperle affrontare ad una ad una con questo spirito di fiducia penso sia un grande dono di Dio e sia riconducibile ad un atteggiamento di fede profonda. Penso che questo sia uno degli insegnamenti – oltre a tutti gli altri – che il Papa ci offre.

Si prepara per lui la visita di settembre in Africa, poi il Sinodo per l’Amazzonia e l’inedito viaggio in Giappone.

Sono appuntamenti importanti. In particolare l’Africa è un continente in difficoltà e il Papa vi si reca per la terza volta per richiamare l’attenzione su queste realtà. Poi il Sinodo per l’Amazzonia e il Giappone, non mancheranno gli impegni”.

Non entriamo in altri temi non concordati e offriamo come lettura estiva la vicenda di Maria Domenica Lazzeri, l’Addolorata di Capriana, raccontata dall’ultimo libro edito da Vita Trentina e curato da mons. Giulio Viviani, che il cardinale conosce bene. Saluta anche i lettori e ci congeda con un “buon lavoro”, prima di avviarsi verso l’escursione di giornata fra i monti del Primiero.

Diego Andreatta

Didascalia: Il card. Pietro Parolin durante la Messa celebrata nella chiesa di Siror sabato 10 agosto. All’uscita il cordiale incontro con residenti e villeggianti prima della passeggiata fra i boschi del Primiero

Fotoservizio Gianni Zotta

Dal Primiero intervista esclusiva al card. Parolin: “Qui da voi mi sento ancora parroco…”
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