anno 94 - n° 42 - La memoria e la speranza
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Sul Palco - “Una tragedia alpina”

La memoria di Stava torna a farsi prosa

Un giorno, un mese, un anno impressi nella memoria: a quasi 35 anni di distanza, "19 luglio 1985: una tragedia alpina" porta a teatro la catastrofe di Stava con una coproduzione di OHT-Office for a human theatre, realtà teatrale trentina che si è distinta a livello nazionale, del Centro Servizi Culturali S. Chiara e di Romaeuropa Festival, con il sostegno della Provincia autonoma di Trento e di una residenza artiston la Fondazione Caritro, e con il patrocinio della Fondazione Stava.

Parole chiave: Stava (45), Fondazione Stava 1985 (2), tragedia (44), spettacolo teatrale (5), mostra (858)

[Un lavoro di Filippo Andreatta con il supporto di Marco Bernardi “rilegge” il dramma dell’estate 1985)

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Un giorno, un mese, un anno impressi nella memoria: a quasi 35 anni di distanza, "19 luglio 1985: una tragedia alpina" porta a teatro la catastrofe di Stava con una coproduzione di OHT-Office for a human theatre, realtà teatrale trentina che si è distinta a livello nazionale, del Centro Servizi Culturali S. Chiara e di Romaeuropa Festival, con il sostegno della Provincia autonoma di Trento e di una residenza artiston la Fondazione Caritro, e con il patrocinio della Fondazione Stava.

Lo spettacolo teatrale, scritto e diretto da Filippo Andreatta, con il supporto drammaturgico di Marco Bernardi e la musica di Davide Tomat, è una delle novità che caratterizzano la stagione di prosa 2019/2020 del Centro Santa Chiara di Trento, dedicata ai grandi temi del contemporaneo e con particolare attenzione al territorio trentino, e inaugura sia la rassegna Grande Prosa, sia le Altre Tendenze, debuttando al Teatro Sociale il 7 novembre e rimanendo in scena fino a domenica 10. Dopo il successo dello spettacolo Curon/Graun e a un anno dalla tempesta Vaia, OHT "mette in scena un potente momento di riflessione dedicato alla tracotanza dell’uomo che cerca di imbrigliare la montagna e alla forza distruttiva della natura che si ribella, e si rivolge alla vicenda come momento epifanico dell’ambiguo rapporto tra l’uomo e il paesaggio di montagna". Filippo Andreatta ricostruisce la storia della tragedia dipingendo un delicato ed emozionante affresco dalla valle distrutta e ad accompagnare la narrazione degli avvenimenti sarà l'Ensemble Vocale Continuum, diretto dal Maestro Luigi Azzolini, che evoca la colata senza rappresentarla. "Attore collettivo" come il coro tragico del teatro classico, intonerà il requiem "Lux Aeterna" di György Sándor Ligeti, "Again (after ecclesiastes)" di David Lang e il canto di montagna "nodrmenzete popin".

La rappresentazione teatrale è accompagnata anche da "Stava. 19 luglio 1985", mostra allestita nello Spazio Archeologico Sass di piazza Battisti, inaugurata venerdì 25 ottobre che rievoca la vicenda e ricorda le 268 vittime della catastrofe riprendendo i contenuti del percorso didattico realizzato dalla Fondazione e alcune tra le immagini più toccanti dell'archivio fotografico di Dino Panato. Al termine di ognuna delle cinque recite teatrali è prevista l'apertura straordinaria del Sass, con ingresso gratuito riservato agli spettatori dello spettacolo. Di Stava sui parlerà anche al Muse, durante il caffè scientifico di venerdì 8 novembre dedicato al rapporto uomo-natura.

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