anno 94 - n° 42 - La memoria e la speranza
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L'arcivescovo Lauro Tisi

“Nella devastazione, la forza del noi”

“Gli sguardi si sono uniti nel vento, le mani si sono intrecciate nel fango. Le lacrime si sono asciugate a vicenda. Nella devastazione, abbiamo scoperto la forza del noi”. Così l’Arcivescovo Lauro nell’omelia della s. Messa a un anno dalla tempesta Vaia, nella chiesa di Sant’Apollinare a Trento, la sera di sabato 26 ottobre.

Parole chiave: tempesta Vaia (18), anniversario (516), Lauro Tisi (120)

“Gli sguardi si sono uniti nel vento, le mani si sono intrecciate nel fango. Le lacrime si sono asciugate a vicenda. Nella devastazione, abbiamo scoperto la forza del noi”. Così l’Arcivescovo Lauro nell’omelia della s. Messa a un anno dalla tempesta Vaia, nella chiesa di Sant’Apollinare a Trento, la sera di sabato 26 ottobre.

La celebrazione nella chiesa di Sant’Apollinare (foto Magrone

La celebrazione nella chiesa di Sant’Apollinare (foto Magrone

”Vaia – ha sottolineato don Lauro – ci ha fatto sentire in difetto rispetto alla natura che abbiamo violato, contrapponendoci ad essa, anziché sentircene parte”. Secondo l’Arcivescovo, nelle valli trentine, storicamente, ”l’ambiente è stato una formidabile palestra dove abbiamo imparato l’arte di resistere e la necessità di farlo assieme”. Per don Lauro “la creazione è l’habitat del bello ed essa offre una casa anche all’animo umano. Quando viene a mancare ci si accorge di quanto è importante”.

Ricordando Michela Ramponi e Denis Magnani, vittime di quelle ore di tempesta, Tisi si è stretto alle famiglie “consapevoli – rammenta – che la loro perdita non ha prezzo, non potrà in alcun modo essere colmata. Il prezzo di una vita umana non è paragonabile ad alcuna foresta.”

Nel pomeriggio di domenica 27 ottobre, il vescovo Lauro ha presieduto, accanto al vicario di zona don Albino Delleva, la santa messa sul sagrato della Pieve dell’Addolorata di Cavalese, dove circa tremila fiemmesi sono arrivati in pellegrinaggio dai paesi limitrofi (molti a piedi). La celebrazione è stata fortemente voluta dai Comuni del territorio e dalla Magnifica comunità di Fiemme come ringraziamento alla Madonna Addolorata per l’assenza, in valle, di vittime e di danni irreparabili.

La sera di martedì 29 ottobre, nella parrocchiale di Dimaro, il vescovo Tisi ha celebrato l’Eucarestia in ricordo di Michela Ramponi e di Denis Magnani, vittime di quelle ore di tempesta.

“Nella devastazione, la forza del noi”
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