anno 94 - n° 44 - In alto gli occhi
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Presentati i dati Caritas sull’aiuto alle persone in situazione di bisogno in Trentino

Con i poveri a rapporto

Al Vigilianum mercoledì 13 novembre un incontro con Caritas e Fondazione Comunità Solidale per presentare la situazione e i dati della povertà in Trentino, ma anche le risposte e i servizi messi in campo dagli operatori

Parole chiave: Territorio (19852), solidarietà (1280)

La fotografia dello stato di necessità ma anche le risposte offerte dagli operatori, nell'incontro con Caritas diocesana e Fondazione Comunità Solidale

La presentazione del rapporto Caritas

Sono 3.446 le persone in situazione di bisogno incontrate dalla Chiesa trentina attraverso Caritas diocesana e Fondazione Comunità Solidale (FCS) nel corso dell’anno 2018. Il dato è sostanzialmente in linea con l’anno precedente: furono infatti 3.421 le persone incontrate nel 2017.

La fotografia della povertà, ricavata dall’attività delle due realtà ecclesiali è stata illustrata a volontari e operatori, alla presenza dell’arcivescovo Lauro Tisi, mercoledì 13 novembre al Polo culturale Vigilianum, a pochi giorni dalla terza Giornata Mondiale dei poveri (domenica 17 novembre) sul tema “La speranza dei Poveri non sarà mai delusa”.

L’incontro è stato introdotto da don Cristiano Bettega, delegato dell'Area Testimonianza e Impegno Sociale e dal Referente Caritas Alessandro Martinelli. L’Arcivescovo Lauro, incoraggiando i volontari e gli operatori riuniti al Vigilianum per un intenso pomeriggio formativo, ha evidenziato ancora una volta il rischio di una cultura moderna che premia i vincenti e punisce i più fragili ed ha invitato ognuno a “ritirarsi per dare spazio all’altro nella nostra vita”.

L’attività di Caritas è stata poi dettagliata da Federica Rubini e Giulio Bertoluzza - attraverso i 18 Centri di ascolto (CedAS) e 22 Punti di Ascolto parrocchiali (PAP) - e dei servizi di FCS.

Tra le 3.446 persone incontrate, gli italiani rappresentano il 37% del totale. La componente straniera proviene in maggioranza dal continente africano (56%). La cittadinanza marocchina è la più rappresentata, (oltre 1 straniero su 5 proviene dal Marocco), seguita da quella pachistana, con 304 presenze.

I servizi e i dati, in continuità con l’anno precedente, sono stati suddivisi in cinque ambiti di intervento, in base alla tipologia di richieste di aiuto e ai relativi servizi offerti. L'ambito Ascolto comprende servizi finalizzati a tessere relazioni per contrastare le cause di povertà e di esclusione sociale, accompagnando le persone nella ricerca di possibili soluzioni ai problemi, aiutandole a riscoprire le proprie potenzialità e le diverse risorse presenti nella comunità.

L'ambito Accoglienza, riferito soprattutto a servizi che offrono accoglienza serale e notturna temporanea a persone prive di dimora, mirando a rispondere in maniera adeguata ai loro bisogni primari.

L'ambito Abitare, in cui ricadono tipologie di servizi e di progetti residenziali rivolti a persone o nuclei familiari in situazioni di vulnerabilità o difficoltà sociale o economica, che necessitano di un sostegno su tempi medio-lunghi.

L'ambito Migranti, finalizzato all’accoglienza di rifugiati richiedenti protezione internazionale presenti sul territorio provinciale in virtù dei programmi di: Accoglienza straordinaria per richiedenti protezione internazionale, Corridoio Umanitario e TerzAccoglienza. I servizi hanno l’obiettivo di offrire un supporto all’integrazione, all’apprendimento della lingua e cultura italiana, di accompagnamento per l’assistenza legale, di ricerca lavoro, di sostegno psicologico e conoscenza dei servizi territoriali.

Infine l'ambito Lavoro, che racchiude gli interventi finalizzati a fornire un accompagnamento strutturato e qualificato alla ricerca/orientamento lavorativo e progettualità finalizzate ad offrire occasioni lavorative all’interno dei nostri servizi o tramite l’attivazione di tirocini e borse lavoro con soggetti partner.

I DATI. Nel corso del 2018 le 5 diverse tipologie di servizi afferenti all’area Ascolto hanno incontrato 2.713 persone, in maggioranza uomini e persone straniere (rispettivamente il 63% e 58%). Di queste 2181 sono le persone e nuclei familiari incontrati dai 18 Centri di Ascolto e 22 Punti di Ascolto Parrocchiali presenti in Diocesi. Numerosi coloro che hanno una famiglia con figli (940) tra i quali 1/3 sono genitori soli con figli a carico.

Il Centro diurno di Rovereto ha incontrato 338 persone. In calo l’utenza giovanile (22% rispetto al 28% dell’anno precedente), mentre oltre una persona su 10 ha dai 60 anni in su. Proseguono le attività di Unità di Strada di Trento e Rovereto, che incontrano persone senza dimora presenti sul territorio, e del “Servizio carcere” a favore dei detenuti privi di riferimenti sul territorio.

Per quanto concerne l'Accoglienza sono presenti nei Comuni di Trento e Rovereto 5 strutture a bassa soglia (per ospitalità serale e notturna di persone senza tetto). Nel 2018 hanno incontrato 723 persone. Il Pachistan mantiene e consolida il primo posto tra le cittadinanze, con 168 persone incontrate, in aumento del 55% rispetto all’anno precedente (108). La significativa presenza di pachistani è imputabile prevalentemente a quanti, in attesa di inoltrare la richiesta di protezione internazionale alla Questura di Trento, utilizzano i servizi di accoglienza come punto di riconoscimento e di appoggio per avere un luogo sicuro dove pernottare nelle fasi di avvio del procedimento.

L'ambito Abitare presenta 12 progettualità, che insistono soprattutto sulle città di Trento e Rovereto, ma vi è una presenza di strutture anche in Val di Non, Valsugana e Vallagarina. L’area si compone di 50 alloggi. Nel 2018 gli ospiti sono stati 143. Si segnala la presenza di bambini e ragazzi minorenni (28 in totale) accolti insieme al proprio nucleo familiare di riferimento.

Guardando all'ambito Migranti, nel 2018 le persone incontrate nei programmi di accoglienza per Richiedenti protezione internazionale, Corridoi Umanitari e TerzAccoglienza sono state 199. Per esse è stata proposta un’accoglienza in alcuni alloggi diffusi sul territorio provinciale che ospitano da due a sei persone. La maggior parte delle persone accolte sono africane con prevalenza di nigeriani, seguiti da maliani, gambiani, ghanesi, e ivoriani. Tra i nuclei familiari accolti per lo più di origine siriana vi è la presenza di bambini o ragazzi minorenni (25% sul totale).

Infine, per quanto riguarda l'ambito Lavoro, i servizi messi in campo sul piano dell’orientamento e dell’inserimento lavorativo nel 2018 hanno affiancato 66 persone. Molte di esse hanno trovato un’occupazione sul libero mercato, o sono state inserite nei diversi progetti lavorativi in essere all’interno dei nostri servizi.

Con i poveri a rapporto
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